Daitan III: il potere dell'energia solare
di Valerio

Titolo originale
Anno di uscita (in Italia)
Ideatore
Episodi
Sigla


 

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NOTE DI COSTUME

Goldrake, Jeeg Robot, Mazinga, Daitan III: chi il più forte?

Non vogliamo (e non possiamo) dare risposta, improbabile, se non inutile, alla domanda del sottotitolo. Questo era uno tra gli argomenti di discussione più frequente tra i ragazzi che, adolescenti, seguivano i loro beniamini di metallo in Tv.

Gli anni '80 televisivi trascorrevano anche sullo sfondo della colonna sonora di questi eroi che riempivano le giornate e le fantasie dello spettatore. Allora si improvvisavano i lanci di Actarus verso il Goldrake, la congiunzione dei guanti di Hiroshi in Jeeg Robot, ma anche l'uscita di Tetsuya per agganciare il capo di Mazinga. Ora, finalmente, possiamo rivivere anche l'attacco solare del più spavaldo, orgoglioso ed affascinante tra i piloti di robot dell'epoca: Haran Benjo.

Ovviamente, giusto per rendere onore alla verità storica degli anni '80, è appena il caso di specificare che le diatribe sulla potenza dei quattro eroi finivano per creare quattro "fazioni" tra loro in perenne conflitto. L'interrogativo trovava l'unica risposta possibile nel gusto soggettivo del giovane che sognava di essere lui in quella magica postazione di pilotaggio.

Quattro eroi, quattro sigle leggendarie

Sono rimaste nel cuore di tutti gli appassionati dell'epoca. Saremmo in debito verso la storia dei cartoni animati, se perdessimo l'occasione di dare il necessario tributo a questi brani che hanno letteralmente rappresentato un pezzetto di storia dell'adolescenza di tutti i ragazzi dalla metà degli anni '70, a tutto il decennio 1980-1990. Le elenchiamo nell'ordine della popolarità che riscossero e non in quello (discutibile) di gusto soggettivo.

Atlas Ufo robot: non si parla più di una sigla televisiva. Questo 45 giri è ormai un pezzo di storia della Tv degli anni 70. Le note, i testi, gli arrangiamenti del brano sono icona inattaccabile delle serie televisive. Chiunque negli anni che seguirono la serie, avrebbe inevitabilmente associato i testi a quelle frasi storiche: si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole..

Jeeg Robot: le vendite non resero, a quanto se ne sa, giustizia ad una sigla che ha dato tantissimo ai numerosi fans della serie. La splendida sonorità della voce di Fogus regalò uno tra i motivi più celebri della Tv anni 80. A quelle note veniva la tentazione di unire i guantoni e urlare le frasi leggendarie di Hiroshi Shiba.

Il grande Mazinger: un altro simbolo degli anni 80. Il famosissimo robot giudato dall'indomito Tetsuya è diventato così celebre, da entrare persino come citazione in testi di canzoni successive. Impossibile dimenticarlo, obbligatorio inserirlo nella graduatoria della popolarità.

Daitan III: ci siamo. Il "quadrilatero" dei robot diventati oggetto di culto, benché non proprio al completo, aggiunge un'icona incancellabile al suo interno. Questa, però, è storia attuale, la scheda che ci occupa è quella che lo riguarda. Ci basti sapere che i famosi Micronauti hanno legato il loro nome ad una tra le sigle più amate della storia dei cartoni animati.


L'AMBIENTAZIONE
Il tempo della serie:

La serie ha senz'altro ambientazione in un futuro non troppo lontano. Non vengono dati riferimenti certi, ma abbigliamento e costumi sono quelli di fine 900. La Terra ha colonizzato Marte, creando gli esseri diabolici che si ribellano alla volontà dei loro creatori.

I luoghi della serie:

La serie parla di Alpi e i protagonisti devono spostarsi dal loro centro di osservazione per raggiungere la giungla dove i meganoidi tramano. Potremmo essere allora in Europa. Il dettaglio non sembra interessare molto agli autori far collocare con esattezza i fatti che raccontano.


LA TRAMA

Haran Banjo, figlio del dottor Haran cresciuto su Marte, deve fuggire da lì quando, sopraffatti dagli stessi robot da lui creati, i genitori soccombono.

Inizia la lunga lotta lotta contro i Meganoidi, creature meccaniche colpevoli di volersi impadronire della Terra distruggendone ogni risorsa. Accanto al giovane pilota, si affiancano le giovani Beauty e Reika e il piccolo Toppy. Solo la disfatta del comandante Donzaucker riporterà la pace nel mondo.


Personaggi

Haran Banjo
Voce: Renzo Stacchi
A giudizio femminile unanime (o quasi) è il più affascinante pilota di robot degli anni '80. A detta della maggioranza delle spettatrici dell'epoca e non solo, il fascino di questo giovane combattente supererebbe anche quello dello storico Actarus di Atlas Ufo robot. Ma anche a voler trascurare per un momento i giudizi sul disegno e sul temperamento di questo eroe, occorre analizzare i suoi tratti.

Più volte ripete il motivo per cui detesta i meganoidi: sono esseri privi di sentimento e l'uomo è fatto innanzi tutto di stati d'animo. Per questo il ragazzo non riesce nemmeno a perdonare il defunto padre per aver progettato e realizzato esseri che poi si sono resi "autonomi", prendendo dell'uomo solo la parte paggiore: il desiderio di sopraffazione. Il suo combattimento è dettato essenzilamente dal desiderio di correggere un errore commesso nel passato e del quale si sente responsabile.

La compagnìa della coppia femminile che in più di un'oocasione gli mostra tutta la sua compiacenza, non intacca minimamente la sua ferma volontà di avere un solo obiettivo: la pace nel mondo. Non solo non viene minimamente distratto dalle due assistenti, ma mostra un caloroso sentimento di affetto verso l'unica meganoide alla quale si lega, nell'episodio Una sorella meganoide. Il dettaglio la dice lunga sulla libertà interiore che caratterizza il personaggio.

Probabilmente questo elemento ha reso Banjo il personaggio più "impermeabile" al sentimento, così impermeabile da renderlo quasi inverosimile.

Beauty Tachibana
Voce: Rosalinda Galli
In rigoroso ordine di apparizione nella serie: la bionda più nota ed accattivante dei cartoni anni '80. Il suo temperamento vanitoso ed espansivo, il suo fare geloso e possessivo l'hanno resa una tra le più amate dal popolo (maschile) dei cartofili. Non che la serie risparmi dettagli ed inquadrature "coraggiose" per metterne in risalto la profonda sensualità, anzi.

I più ricorderanno la scena, a metà tra il comico e il surreale, della doccia con tanto di serpentello "misura-taglia" che accentua e soddisfa al tempo stesso la curiosità prettamente maschile di raffigurarsi un po' più concretamente la ragazza, sufficientemente formosa per la sua giovane età. Non potevamo esimerci dal descrivere la scena nell'apposita sezione.

Torniamo alla nostra Beauty. Palese l'intento della sceneggiatura di dipingere la situazione tipica tra donne caratterialmente portate a togliersi terreno l'una con l'altra pur di guadagnare attenzioni di fronte all'uomo desiderato. La micropartita tra le due rivali-amiche ha gambe un po' corte e contorni meno formosi delle due concorrenti. Il giochetto è reso persino troppo evidente, sin dal primo episodio, nel quale volano i primi reciproci "complimenti" che aumentano il grado di comicità della serie a discapito di certe situazioni che potevano essere dipinte un po' meno ironicamente. Ma tant'è.

Reika Sake
Voce: Mariù Safier
Eccoci alla seconda star della serie. Ex-agente dell'interpol come lo stesso Banjo dice nel primo episodio. Siamo così alla seconda concorrente della gara tra donne di cui sopra. Stavolta di biondo c'è poco, ma a suo dire (della ragazza stessa) qui c'è più cervello che vanità. La cosa va a gusti personali: l'avvenente ex-agente sarà anche meno vanitosa, ma non esita a chiedere allo specchio meccanico (reminiscenze fiabesche) chi sia la più bella dell'universo.

Qui si apriva il secondo "partito": pro-Reika. In realtà il conflitto pare proprio una trovata di sceneggiatura, con i quali infarcire la serie di quel colore che si aggiunge all'ironia e alla comicità che la pervade in quasi tutti gli episodi. Le due assistenti si cimentano in voli di fortuna su apparecchi che volano negli spazi cosmici e si trovano intrappolate nei meandri delle diavolerie dei meganoidi. Il tutto senza dimenticare che di eroe ce n'è uno e uno rimane: il Daitan III. Le loro misure e la loro sensualità devono riempire gli spazi lasciati vuoti dal micidiale attacco solare del robot, dai proclami continui sull'aridità della macchina contro la ricchezza dell'animo umano. Le due fanciulle, appunto, sono parte integrante di questo inestimabile tesoro. Complimenti comunque ai fini disegnatori.

Garrison
Voce: Gino Donato
Da dove venga costui e dove vada, c'è solo da chiederglielo. Di lui conosciamo la flemmatica ironia inglese, e il fare sempre pacato e sdrammatizzante. Sembrerebbe una sorta di maggiordomo di famiglia, di consigliere generale per il ragazzo sopravvisuto all'ecatombe marziana di famiglia. La serie gli mette in bocca richieste surreali e domande ironiche di carattere culinario in momenti a dir poco inopportuni. Volutamente gli si affibia il ruolo di scienziato puntualmente smentito dalla riuscita poco entusiasmante delle sue idee. Poche serie vantano personaggi tanto stravaganti e inverosimili come questa.

Toppy
Voce: Riccardo Rossi
Il ragazzino di turno della serie. Ognuna ha il proprio, questa ne ha scelto uno che ha curiosità in eccesso e coraggio spesso risolutivo. Il suo passato, come il futuro è sconosciuto: solo in un episodio lo si vede con l'amichetto, il cui padre si è arreso alle volontà perfide dei meganoidi. La sua disobbedienza diventa motivo di tanti guai per tutti, ma anche delle soluzioni provvidenziali in più di un episodio. Un elemento così è sempre utile alle serie, specie quando di mezzo ci sono i "cattivi" e i robot.

Donzaucker
Voce: Vittorio di Prima
Aspetto quasi repellente, identità oscura fino all'ultimo episodio. Di più non si può chiedere per disegnare un essere inquietante e sinistro come questo. Il "cattivo" della serie arriva al 40° episodio (l'ultimo, per capirsi) per scoprire che il suo avversario è il figlio del costruttore dei meganoidi. In tutta la serie gli serve il traduttore universale per dare ordini e direttive, un traduttore vivente che per lui vive e per lui muore.

Le scene finali, del duello apocalittico contro il Daitan, ricordano quelle leggendarie di Vega in Atlas e la cosa non accresce l'originalità della serie. Pur essendo l'apice della cattiveria, in realtà parla da sé solo alla fine per lanciare qualche insulto al suo nemico e dichiarargli guerra per aver oltraggiato la sua assistente Koros. Non male per essere il protagonista negativo della produzione.

Koros
Voce: Antonia Forlani
A conti fatti, la protagonista reale della squadra dei "cattivi". L'unica in grado di prendere decisioni risolute e serie, l'unica dotata di acuta intelligenza e di diabolica mente strategica. Il suo cervello non è a vista, come quello del suo signore, ma le sue scelte ne dimostrano tutta la sua consistenza. In un certo senso non manca di fascino e di carisma, come lo stesso Benjo sottolinea durante i suoi combattimenti, ma prevale la malvagità degli intenti.



CENSURIAMO LA CENSURA
Non è sempre necessario sottolineare ciò che è stato tolto dalla serie per timore di turbare menti o animi dei più piccoli. Stavolta ci soffermiamo su qualche fotogramma visto e trasmesso all'epoca.

La scollatura di Reika

Nessuno scalpore, nessuno scandalo. Almeno stavolta. I giovani spettatori non rischiavano di essere "deviati" assistendo alla caduta "sul morbido" di Toppy. Il ragazzino non si risparmia di certo nell'approfittare di tanta grazia avuta per errore. Così la sceneggiatura ci regala (è il caso di dirlo) un dettaglio che non altro obiettivo se non quello, già annunciato, di sventagliare la carica di sensualità delle due assistenti. In tal caso la bencapitata è Reika, che il disegno non risparmia da dettagli utili a soddisfare la curiosità del pubblico maschile.

La doccia di Beauty

La bionda Beauty ha deciso di rilassarsi con una bella doccia "in diretta", a fianco a quella di Banjo. La situazione è a rischio "bimbi", ma passa al vaglio dell'emittente.

Non basta. Scende il serpentello, o meglio, un metro a forma di serpente, che dà l'esatta misura dell'entità dell'ottimo disegno usato in tal caso per la ragazza. Beauty, che gusta la doccia ad occhi chiusi, scambia il rettile per il braccio del giovane pilota. La cosa non la infastidisce, anzi. L'idea del contatto "ravvicinato" la rende felice.

Accortasi dell'ospite indesiderato, la ragazza esce dal vano così come era. L'inquadratura ci concede "solo" la visione del tronco della giovane assistente, senza badare troppo alle sottigliezze. Banjo esce dal suo vano proclamandosi innocente da ogni approccio, ma non può fare a meno di mostrare imbarazzo per la piacevole visione che si trova davanti. Una sequenza valutata priva di pericoli e di ambiguità. Beata censura (mancata) degli anni '80. Il serpentello della doccia avrebbe garantito una misurazione più precisa e coerente dei censori di altre serie.

Il bacio della serie

In tutta la serie ce n'è uno ed è questo. Innocente, gradito e senza grosse sorprese. Mostrarne un fotogramma sembra prova di completezza e di fedeltà alla serie.



LA RECENSIONE

L'uomo crea, il meganoide non ringrazia

La serie ripete per bocca di Banjo che l'umanità non è una debolezza, ma l'unico elemento di forza dell'essere umano. Si può senz'altro considerare il messaggio più prezioso e "serio" dell'intera produzione. Il taglio semi-serio del cartone rende difficile scovare qualche effetto diverso sull'animo dello spettatore, a prescindere dai voli pindarici che l'eroe del Daitan III ci regala a mani piene.

Non è certo un messaggio innovativo. Altre serie, prima (e altre dopo) metteranno in risalto il valore dell'uomo, debole fisicamente, ma forte per valori e sentimenti rispetto alla macchina. Ma è facile scorgere in questi 40 episodi un senso nascosto anche per le performances non esaltanti dei meganoidi. La diffidenza verso le apparenze e le forme, a tutto vantaggio della qualità e dei principi che reggono le scelte umane. Il robot bandisce il sentimento, punisce chi nutre affetto, tranne poi a dedicare un intero episodio al Trionfo dell'amore dove due meganoidi si sposano. Non è un errore da inserire tra le cose inverosimili: è la sottolineatura necessaria del potere del sentimento per antonomasia. Nemmeno le macchine ne sono indenni.

Benjo, beato tra due donne

La presenza femminile è una costante in tutte le serie di robot. Citiamo per tutte Venusia in Atlas e Miwa in Jeeg Robot.

Questa serie, invece, fa eccezione. Nel senso che raddoppia la dose: non contenti di una accattivante assistente, ne aggiunge una seconda. La scelta dei soggettisti non è casuale. Se il personaggio femminile è unico, l'attenzione è rivolta tutta al rapporto tra i due protagonisti, alla loro relazione e ai suoi possibili sviluppi.

Se le donne sono due, per il tipico gioco delle contendenti, la presenza maschile perde in rilievo e l'accento della serie cade sulla gelosia tra le donne. La sorpresa non è però nello scoprire chi tra le due conquista il suo amato eroe, tutt'altro. Chi vede la serie viene invitato implicitamente a scoprire chi sarà a vincere l'incontro di ping pong sentimentale. Ma la risposta che arriva è inattesa, almeno per i più: esce deluso Banjo nella sua ovvia vanità maschile. Il vero obiettivo delle donne è il robot ad energia solare. In un rapporto ideale con la macchina umanizzata è proprio lei ad avere la meglio persino sul suo pilota. Il rapporto si è già realizzato pilotandolo: entrambe le donne provano il piacere di guidarlo e di vincere le loro battaglie.

A questo punto Banjo non "serve" più: il suo fascino cede di fronte alla purezza del Daitan che da vero eroe, privo di preferenze e sentimenti di parte dichiara la propria equidistanza da entrambe.

Il finale, un punto interrogativo senza risposta

Di fronte al 40° episodio, oltre alla disfatta, già scritta, dei meganoidi, rimane un finale di serie che lascia spiazzati e quasi delusi.

Ci sono solo domande, ma mancano tutte le risposte. Nell'ordine:

  • Reika lascia la tenuta senza sentimentalismi e lacrime di gioia o di dolore.

  • Beauty risponde quasi stizzita allo stesso modo e prepara le valigie per andar via.

  • Toppy imita il suo "collega" di carta Remì e fa lo stesso senza curarsi della sorte che incontrerà.

  • Benjo, che nessuno vede tornare alla sua tenuta aurea, forse accende la luce della sua camera, la sola ancora occupata e lì rimane.

  • Garrison, a proposito di surrealismo del personaggio, sotto un ombrello attende un autobus con destinazione ignota.

    Da rimanere con l'amaro in bocca, vero? Allora è il caso di scavare qualche metro in più sotto la superficie della pellicola. Due sono i casi: 1°- chi ha ideato la serie aveva voglia di un finale anomalo e ha ben pensato di lasciare "a piedi" lo spettatore curioso; 2°- l'ideatore ha voluto dire qualcosa che ha lasciato comunicare ai protagonisti.

    Chi cerca la serie con i "buoni" tutti felici e contenti ha forse sbagliato direzione. Nessun matrimonio, nessun futuro da costruire. Sembra che con i meganoidi si stesse meglio che senza. Detto così è un paradosso, in realtà la cosa ha un fondo di verità. La vita umana ha il suo senso nel momento in cui l'uomo lotta, fatica, vince, si rialza. Il meganoide è il simbolo dell'ostacolo e la negazione del calore umano. La serie, per quanto semi-seria, contrappone i due poli in modo abbastanza evidente. Finito il motivo di combattimento, sia pure metaforico, la serie non ha più senso.

    La riprova? E' nell'episodio finale: l'unico giorno in cui piove in 40 episodi è quando arriva la vittoria sulle macchine. Il gruppo di amici di sgretola, la pioggia sembra voler aiutare e accelerare l'agonìa dell'uomo che ormai non ha più scopi da perseguire. Il Daitan va in cantina, l'energia solare non serve più, il sole sparisce, è il tramonto della vitalità umana.

    La frase memorabile della serie: Per la pace nel mondo io combatterò con il Daitan. Se questa potenza non ti spaventa, fatti avanti e combatti. (Haran Banjo).


    Nota di redazione

    Gli episodi, i cui spezzoni sono disponibili, sono contrassegnati con un'indicazione a fianco del titolo.

    Ecco la sintesi degli episodi della serie: l'edizione italiana di Daitan III si compone di 40 episodi:

    1° episodio: Arriva Banjo

    Per vanificare un diabolico piano dei meganoidi, Banjo introduce Beauty in un concorso di bellezza fasullo che vorrebbe reclutare donne da trasformare in meganoidi. Con l'occasione anche Reika si aggiunge alla compagnia del daitan.

    2° episodio: La sfida del Comandante Nero

    I Meganoidi sperimentano una nuova tecnica antigravitazionale per impadronirsi del genere umano. Sulla loro strada trovano ancora Banjo che con la compagnia di Rejka riesce a fermarli.

    3° episodio: Il collezionista

    Un meganoide dall'apsetto di un pirata spaziale si diverte a miniaturizzare aerei e navi spaziali, che colleziona durante i suoi viaggi. Adesso ha preso di mira il daitan e solo grazie a Beauty e Rejka non vi riesce.

    4° episodio: L'energia tutta per me

    Il direttore del centro ricerche sull'energia solare è stato trasformato in meganoide e ora combatte con loro. La sua arma è la stessa del daitan e per vincerlo serve tutta la potenza del robot. Il piccolo Pino, figlio del direttore si unisce a Banjo per eliminare la minaccia.

    5° episodio: La sfida di Brandol

    I Meganoidi hanno rapito un gruppo di persone per tramutarli in robot. Banjo deve riportare il figlioletto di una donna rapita e sconfiggere il comandante Bandol. Beauty, che è con lui, suscita la gelosia di Reika.

    6° episodio: Anymad contro Banjo

    Il folle scienziato Anymad si diverte a sperimentare unioni artificiali tra uomini ed animali. Il suo obiettivo è unire Banjo ad un Impala, ma non gli riesce. La sfida è persa in partenza.

    7° episodio: L'avventura spaziale di Toppy

    La curiosità di somigliare a Banjo spinge Toppy a salire sul Daitan e volare verso una battaglia in corso. Fortuna vuole che Banjo si trovi proprio in difficoltà e si serva del robot portato involontariamente dal ragazzo..

    8° episodio: Yara, la donna meganoide

    Marina, vecchia amica di Reika si è tramutata in meganoide per vendicarsi della scarsa stima che in lei aveva Tony, innamorato di Reika. La sua furia si abbate contro il Daitan e si spegne combattendo contro di lui.

    9° episodio: Uno strano inseguitore

    Un'amica di vecchia data di Banjo lo ritrova mentre è inseguita da un meganoide dall'aspetto rude e violento. In realtà Franken ha solo il compito di riportare in patria la giovane Maria accusata di essersi innamorata. Nemmeno il Meganoide sa che è proprio lui l'oggetto delle passioni della donna.

    10° episodio: L'ultima macchia di luce

    Banjo viene sfidato ad un duello mortale dal divo meganoide Fan Loo, che nel frattempo si fa riprendere da una troupe per immortalare il momento più glorioso della sua carriera. La lotta gli è fatale.

    11° episodio: La guerra dei carri armati

    I meganoidi hanno risvegliato dal sonno dell'ibernazione un vecchio soldato che ora sfida Banjo con il suo carrarmato gigante. Un circuito di trasformazione del Daitan è stato tolto per sabotarlo, servirà anche Toppy per uscire dai guai.

    12° episodio: Una lontana stella d'oro

    Il vecchio Wenner è tornato per conoscere dove Banjo ha nascosto l'oro che portò via da Marte quando riuscì a fuggire in giovane età. Inutile la sfida che l'anziano meganoide lancia al Daitan pur di conoscere il posto dove venne nascosto l'oro.

    13° episodio: L'assalto dei Megaborgs

    Il piano dei Meganoidi stavolta vuole confondere e disorientare Banjo con un attacco multiplo di robot. Il problema non previsto è che a pilotare il Daitan sono Reika e Beauty, che hanno voluto sperimentarne la forza. Così Banjo si dedica allla lotta contro il comandante delle forze nemiche e ne distrugge la nave ammiraglia.

    14° episodio: La tortura di Gyldon

    Stavolta per Banjo le cose si mettono male. Il comandante Gyldon l'ha pensata bene: è riuscito a catturare il giovane pilota e ha attirato il Daitan con il medaglione. Nei calcoli però ha dimenticato le astuzie dei compagni di Banjo e la forza del robot. Il colpo finale lo assesta Don Zauker.

    15° episodio: Il castello di Zenoya

    Una possente principessa è riuscita a catturare tutta la compagnia e ora vuole trasformare Banjo e gli altri in meganoidi. Non ha fatto i conti con l'astuzia di Banjo che la spunta dopo una lunga lotta.

    16° episodio: Rad, il guerrigliero pentito

    Il giovane guerrigliero Rad è deciso a rifarsi sul giustiziere Banjo per trovare una sua identità, visto che i genitori lo hanno respinto per via del suo temperamento ribelle. Rimane però al suo fianco la sorellina Kelly che convince Banjo a risparmiarlo anche quando diventa un meganoide.

    17° episodio: L'impero di Imis

    Risvegliato dai meganoidi, l'impero di Lumis vuole impadronirsi della Terra, e stavolta può farlo grazie ai poteri enormi che si ritrova. Solo Reika, entrata nell'Impero per combatterlo, riesce a convincere il suo Imperatore, Achilles a far tornare la pace.

    18° episodio: L'uomo che si disperse nella galassia

    Il dottor Miramoto, aiutante del dottor Aran è fuggito dai meganoidi che lo obbligavano a lavorare per lui. Ora, incontra Banjo per invitarlo a combattere contro di loro. E' però inseguito dalla sua stessa creatura, il comandante Speciale, che lo vuole riportare su Marte.

    19° episodio: Spaccare la Terra in due

    Banchet vorrebbe spaccare in due la Terra con due potenti lame, dietro ordine di Don Zaucker. Banjo si trova sulla Luna su una nave di crociera e lì incontra il comandante che lo sfida per salvare il suo piano.

    20° episodio: Koros non riesce ad ammazzare

    La spietata assistente di Don Zaucker ha deciso di catturare Banjo per sondarne le intenzioni e la forza. Per l'occasione ha catturato anche Reika e Beauty per assicurarsi la volontà del loro amico. Tuttavia, pur potendolo fare, Koros salva la vita di Beauty e Reika, rientrando su Marte.

    21° episodio: Radyk, l'uomo dell'organo

    Il comandante Radyk, suonatore d'organo, ha deciso di eliminare il Daitan. Sulle note di Bach avviene il duello tra due combattenti. Radyk perde sotto gli occhi di Koros.

    22° episodio: Il divo meganoide

    Il produttore Charles ha deciso di ambientare il suo film Guerra Spaziale utilizzando sia Banjo che Bean, stella meganoide, su un set del tutto particolare: un cinema spaziale. Anche i meganoidi, inconsapevoli, cadono nella trappola.

    23° episodio: Genova , o il potere del fuoco

    Il comandante Jenny vuole depurare l'intero pianeta con l'energia del fuoco. Persino il Daitan nella lava incandescente rischia di scioglersi, ma le risorse di Banjo sono inesauribili.

    24° episodio: I funghi mortali

    I meganoidi hanno costruito dei funghi le cui spore sono letali. A nutrimento degli organismi hanno pensato di rapire un gruppo di bambini di una Luna Park, tra i quali Toppy. Dovranno vedersela con l'astuzia del Daitan e la capacità inattesa del piccolo Toppy.

    25° episodio: Vita e morte dell'ammiraglio

    L'amimiraglio Magellano morì in guerra contro una macchina della morte, ora è stato racchiuso in un congegno che gli consente di comandare la sua nave con pochi impulsi elettronici. I meganoidi tentano di impradronirsene, ma non hanno fatto i conti con il Daitan che riesce ad eliminare le insidie dei perfidi meganoidi e la minaccia dell'ammiraglio.

    26° episodio: I prigionieri di Milena

    La principessa Milena ha il potere di condizionare le menti dell'essere umano fino a fargli fare ciò che desidera. Dopo aver catturato tre persone della banda di Benjo costringe anche Banjo allo stesso trattamento, fin quando il giovane eroe riesce a scoprire il segreto per liberarsi dalla sua soggezione.

    27° episodio: L'illusionista

    Il signor Edwin era un mago celebre, adesso è diventato meganoide e si serve delle illusioni per realizzare il progetto dei suoi superiori. Solo Benjo riuscirà a sconfiggerlo servendosi di un'illusione per ingannarlo.

    28° episodio: Gli insetti nemici

    I meganoidi hanno trovato un sistema di attacco difficilmente fronteggiabile: insetti microscopici che distruggono ciò che trovano. Servirà tutta l'astuzia di Benjo per vincere il malvagio megaborg che si serve degli insetti.

    29° episodio: Una sorella meganoide

    Una brava pattinatrice si invaghisce di Banjo, che la salva da un'aggressione degli invasori. Anche Benjo la trova attraente, ma c'è un ostacolo alla vicinanza dei due: la sorella meganoide la coinvolge nello scontro con il Daitan ed è la fine dei sogni.

    30° episodio: Il cavallo di Troia

    La regina Mazzoni è una meganoide in conflitto con Koros e Don Zaucker. Nonostante ciò sfida il Daitan in un conflitto più umano che tra macchine. Anche la giovane Razy, tramutata in combattente contro la sua volontà si schiera con Banjo. L'attacco solare risolve ogni conflitto.

    31° episodio: La leggenda della bellezza

    Uno specchio nega il primato alla meganoide più attraente che si sia mai vista: per lui il primato è alla giovane attrice Rème. La sua vita, ora che la mela della discordia è stata lanciata, è in pericolo. Banjo deve soccorrerla per evitare guai peggiori.

    32° episodio: Giocattoli micidiali

    Il piano dei meganoidi si fa ancora più ravvicinato: un attacco diretto alla casa di Banjo e compagni. Dopo qualche tentativo malriuscito il piano finisce per essere scoperto e allora si apre lo scontro diretto tra tre robot giocattoli e il suo ideatore contro il Daitan.

    33° episodio: Una meganoide nella giungla

    I luoghi sinistri della giungla ospitano un altro progetto dei meganoidi. Banjo viene attirato da strani movimenti nella zona e si rende conto che il guardiano del tesoro della giungla sta per essere violato dalla malvagità dei suoi avversari. Ma c'è tempo per qualche spiraglio di umanità.

    34° episodio: La battaglia dei robot

    Falliti tutti i tentativi, ai meganoidi altro non resta che provare con un attacco di più robot contro Banjo. Ma l'incapacità dei comandanti è tale, che il Daitan non fatica ad eliminarli.

    35° episodio: Il trionfo dell'amore

    Un meganoide inviato per riprendere altri meganoidi innamorati, un altro inviato per controllare l'inviato e la fuga di entrambi invaghiti l'uno dell'altro. Alla fine nemmeno le armi vincono quando c'è il sentimento di mezzo.

    36° episodio: La lotta contro l'irreale

    I meganoidi provano la tattica dell'attacco psicologico. Rinchiudono Benjo in una stanza buia per confondergli le idee e abbattere il suo sistema nervoso. In realtà ne suscitano solo la rabbia.

    37° episodio: La vendetta di Kidogawa (Vai allo spezzone)

    Il vecchio amico d'infanzia Kidogawa è diventato meganoide per acquistare la fiducia che non ha mai avuto. Per questo rapisce gli amici di Banjo, tranne liberarli dopo, per rimorso. Ma quando i meganoidi lo tradiscono, non conosce perdono.

    38° episodio: Un nemico in comune

    Un essere dalla potenza incommensurabile: l'uccello migratore. I meganoidi vorrebbero catturarlo e Banjo collabora per liberare le ragazze che sono in loro ostaggio. Il tentativo fallisce miseramente, ma l'uccello stesso salva la vita alle due malcapitate ragazze.

    39° episodio: Il meganoide dei mille volti (Vai allo spezzone)

    Nendo, creato appositamente da Koros, può cambiare volto a piacimento. Si è impadronito della nave del signor Tachibana e ora vuole il Daitan. Sottovaluta le risorse di Banjo.

    40° episodio: La disfatta di Koros e Donzauker (Vai allo spezzone)

    L'attacco finale dei meganoidi vorrebbe far scagliare il pianeta Marte sulla Terra. Banjo decide di contrattaccare sbarcando tutte le forze sul pianeta rosso. I missili vengono comandati dalle navicelle dei suoi assistenti, mentre lui tenta, solitario il colpp al castello del diabolico Donzauker. Il duello è delicato e dopo Koros viene distrutto anche il tenebroso comandante. La compagnia lascia la tenuta di Banjo che rimane solo nella sua abitazione.


    Rivediamoli insieme

    La serie è essenzialmente fatta di azione. Pochissimi sono gli spezzoni di carattere sentimentale. Proponiamo quelli maggiormente significativi.

    La vendetta di Kidogawa


    Dentro la scena

    Uno dei pochi momenti di sano romanticismo della serie. Il compagno di infanzia di Banjo ritrova la fiducia in se stesso e viene risparmiato per la sua umanità.

    Il meganoide dei mille volti


    Dentro la scena

    Cade l'ultimo ostacolo alla caduta dei robot. Il temibile meganoide trasformista è una notevole insidia per Banjo e compagni.

    La disfatta di Koros e Donzaucker


    Dentro la scena

    Il finale apocalittico non poteva mancare tra quelli più significativi della serie.


    Bello ma impossibile

    Nella serie, spesso surreale e comica, ci sono molti eventi da accettare e considerare "normali". Le incongruenze non mancano.

  • Banjo Superman: il ragazzo è un vero prodigio mentale e fisico. Resiste indenne al freddo polare vestito solo del suo boxer di protezione. La serie ce lo mostra a labbra livide di freddo, ma le basse temperature non hanno alcun effetto su di lui. Il giovane viene bersagliato da colpi di mitraglia e laser, ma nessuno lo colpisce. Se spara lui, però, centra il bersaglio senza errori di mira.
  • Daitan indistruttibile: quando combatte contro il rivale che brucia oggetti con la forza della lava, il robot esce comprensibilmente privo di un arto. Nel fotogramma successivo il robot è di nuovo integro.
  • Nell'ultimo episodio i meganoidi hanno deciso di provocare una catastrofe cosmica, facendo scagliare Marte contro la Terra. Un bel miracolo fisico da spiegare ai cattedratici universitari.

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