Lady Oscar: tra storia e leggenda
di Valerio

* Serie storica *
Titolo originale
Anno di uscita (in Italia)
Ideatore
Episodi
Sigla

 


NOTE DI COSTUME

Una Lady dal fiocco blu e la sigla entra nella storia

Poche serie televisive possono vantare una sigla che è diventata un'icona del decennio 80-90. In effetti Riccardo Zara, autore di musica e testi di questa melodia dall'inimitabile sapore settecentesco, ottenne incredibile popolarità nell'ormai lontano 1982. La sua sigla scalò le Hitparade nazionali impressionando gli "addetti ai lavori" per i risultati commerciali di tutto rispetto che riusci a realizzare.

Per i cartofili, innamorati della lady dal fiocco blu, questa sigla rimarrà l'accompagnamento perenne delle immagini favolose e drammatiche della serie.


L'AMBIENTAZIONE

Note preliminari

Lady Oscar è la prima serie che proietti lo spettatore in un evento storico così rilevante e complesso come la Rivoluzione Francese. Il particolare non è di poco peso: per via di questa ambientazione, nella serie sono necessariamente presenti elementi che condizionano in modo determinante gli eventi che vengono raccontati. C'è poco spazio per l'inventiva, per i voli pindarici consentiti dalla fantascienza. Ciò condizionerà, a differenza di altre serie, anche lo sviluppo e la descrizione che dovremo farne in questa sede.

Eppure, nel rispetto (quasi) totale degli avvenimenti narrati, viene trasmesso un messaggio che è valido in qualunque epoca e per qualunque essere umano. Ciò consente di annoverare la serie tra gli indiscussi capolavori dell'animazione.

Passiamo a collocare nel tempo la serie:

1 - La nascita di Oscar: la voce narrante ci fornisce ogni elemento utile per collocare con esattezza la nascita di Oscar. Ci viene specificato che nell'anno 1769 la fanciulla viene posta di fronte ad una scelta di vita: guidare o meno il corpo militare delle guardie reali, a soli 14 anni. Per semplice sottrazione deduciamo che è nata nel 1755.

2 - La Rivoluzione Francese: dai libri di storia sappiamo che la Rivoluzione francese ha data convenzionale di inizio il 14 luglio del 1789, il giorno della presa della Bastiglia ad opera delle forze rivoluzionarie della borghesia. Questa è un'altra data che ci sarà molto utile per inquadrare e spiegare altri particolari presenti nella serie.


LA TRAMA
Il generale François Augustin Reynier de Jarjayes, attende l'erede che dovrà porre a comando del Corpo delle Guardie reali. Purtroppo per lui, gli nasce un'altra figlia. Impossibilitato ad attendere oltre la nascita di un maschio, egli decide di far educare la figlia come un ragazzo, chiamandola Oscar. Da questo evento iniziale, la serie si colora di sviluppi drammatici e romantici al tempo stesso, incastonandosi con la perfezione tipica dei capolavori, nella storia della Francia di fine settecento. Oscar ci consentirà di guardare da vicino, con occhio forse poco storiografico ma molto umano, tutti gli eventi della Rivoluzione che ha segnato la storia delle moderne repubbliche democratiche.

Necessitati dall'ambientazione della serie, ci vediamo "costretti" a sintetizzare (compito più impossibile che difficile), quanto avvenne in quegli anni, con la fervida speranza che tale sintesi non deluda gli appassionati alla serie e coloro che hanno pensato che la narrazione animata fosse lo specchio fedele di quanto realmente avvene in quegli anni. Ancora più difficile della sintesi, infine, sarà il tentativo di esporre i fatti senza rischiare di effettuare involontarie scelte di campo, dirette o indirette: la Rivoluzione Francese non fu una lotta tra buoni e cattivi, fra Bene e Male, ma tra le mentalità di due epoche differenti.

Poste le necessarie premesse, possiamo innanzi tutto specificare che la Francia del XVIII° secolo veniva da periodi economicamente difficili. L'Europa era in fermento, le guerre si susseguivano con la drammatica velocità dello spargersi delle nuove idee propugnate dalla filosofia illuminista. Lo strumento più immediato e funzionale per evitare morti inutili era quella di stringere alleanze tra Stati accomunati dagli stessi interessi. Era questo il caso della Francia e dell'Austria: per consolidare l'alleanza tra i Paesi, Francesco I di Lorena e Maria Teresa d'Asburgo decisero di dare in sposa al futuro Re di Francia, Luigi XVI, la figlia Maria Antonia Giuseppina Giovanna d'Asburgo, che la storia avrebbe ribattezzato semplicemente come Maria Antonietta, Regina di Francia.

Maria Antonietta, come tutti gli eredi di famiglie reali, non aveva alcun potere per rifiutare quanto voluto dai genitori e si trovò a 14 anni a dover lasciare la sua terra natìa per trasferirsi in Francia e sposare il giovane principe, nipote del celebre Re Sole.L'iniziale simpatia da parte dei sudditi verso i nuovi sovrani, succeduti al Luigi XV°(deceduto per il vaiolo), lasciò presto spazio alla diffidenza e infine all'avversione espilicita verso la Corona. Maria Antonietta, che non era certo il tipo da risparmiarsi lussi e spese, senza molto curarsi di quanto i ceti più poveri del Paese erano costretti a patire. Con il passare degli anni aumentò la distanza tra nobili e comuni cittadini, finché il nuovo ceto emergente, la borghesia, non diede i primi convincenti segnali di ribellione. Contrariamente a quanto comunemente si crede, la Rivoluzione non fu propriamente il trionfo del cosiddetto "popolo", ma di una fascia economicamente influente della popolazione. Le idee che mossero il moto rivoluzionario erano frutto degli ideali dell'illuminismo, ma chi le propugnava non aveva in mente i soli ideali. Per fare solo qualche nome, Robespierre, Saint Juste, Danton, avevano in mente qualcosa di molto più concreto, che non la semplice affermazione dell'uguaglianza tra cittadini. La borghesia reclamava un potere che i vecchi privilegi nobiliari negavano loro, ma che la loro crescente capacità economica li invitava a conquistare. Non a caso l'intera popolazione veniva suddivisa in tre gruppi: gli Stati. Il primo era la nobiltà, che vantava titoli e privilegi risalenti all'epoca medievale; il secondo era il clero, che in virtù del prestigio accordato ai religiosi, avevano garantita una buona posizione sociale. Infine, la borghesia, costituita da chi poteva permettersi una voce in capitolo nel decidere come guidare il Paese: avvocati, medici, commercianti e altre fasce sociali abbienti. La situazione dei ceti economicamente meno determinanti, non fu certo stravolta rispetto ai periodi di povertà pre-rivoluzionari.

Lady Oscar viene inserita in un quadro simile. Con alcuni accorgimenti scenografici che rendono più "addolcita" la drammatica realtà che si viveva all'epoca, ma con il grande, indiscusso merito, di aver provato (e con pieno successo) a vestire di romanticismo una guerra civile che è la svolta della storia moderna.


Personaggi

Premessa metodologica

Per rendere più completa ed esauriente la descrizione dei personaggi, abbiamo scelto di mostrare il volto rappresentato nella serie televisiva accanto a quello del personaggio storico. Tale scelta, ovviamente, non vuole indurre chi è appassionato a questo celebre cartone, a cercare improbabili somiglianze tra i volti della storia e suoi omonimi televisivi, ma vuole essere un invito a ricordare che quelli narrati sono in gran parte eventi storici.

Dove è stato possibile, si è riportato il dipinto d'epoca. Fa' eccezione il Generale François Augustin Reynier de Jarjayes, realmente vissuto, ma la cui memoria è priva di dipinti che lo ritraggano.

Oscar François de Jarjayes
Voce: Cinzia de Carolis

Personaggio immaginario: viene collocata nella famiglia aristocratica dei Jarjayes, realmente esistita. Nasce nel 1755 e muore il 14 luglio del 1789, sotto i colpi degli artiglieri. Riyoko Ikeda, autrice del fumetto, la colloca nella famiglia nobile e retrodata (fittiziamente) la nascita del padre per renderla coetanea sia della regina, che del conte di Fersen. Un piccolo accorgimento per sceneggiare al meglio la vicenda.

E' questo il personaggio chiave della nostra storia. Uno tra i più discussi della storia dei cartoni animati. Nasce nel 1755, come l'ennesima femmina tra le figlie del Generale, con suo grande rammarico. Qui avviene la scelta che dà il volto a tutta la serie: educarla come un uomo.

Tutti conoscono questo particolare, ma le reazioni suscitate da questa inconsueta scelta di soggetto sono state le più svariate e stravaganti. In realtà siamo di fronte ad una semplice ragazza con i suoi forti conflitti interiori: è il sentimento il vero protagonista della serie.

La donna Oscar: non ci sono dubbi sulla femminilità profonda della ragazza. Oscar si invaghisce di Fersen, per lui addirittura accetta di indossare abiti femminili; si rende conto di amare André, suo fraterno amico, in realtà da sempre suo innamorato. Nessuno può dubitare che la protagonista sia una donna. Ma il punto è proprio qui.

La missione: quando, nel primo episodio, le viene imposta l'uniforme, Oscar deve scegliere, ma cosa? Non certo la sessualità cui appartenere, lei è già donna. Deve scegliere come spendere la sua vita. La sua è una scelta definitiva: una vocazione di difesa della giustizia. Dapprima identificata con la Regina, poi, lasciata la Guardia, identificata con la difesa del popolo.

L'anima del personaggio: non possiamo dimenticare, ovviamente, chi le ha regalato un'anima vivente: Cinzia De Carolis, contribuisce a darle quell'aspetto di austera femminilità con un timbro dai toni bassi, ma un colore rosa, ricco di sentimento.

La ragazza accetta tutto della propria missione: l'uniforme, la vita di privazioni e di gioie soffocate, la rinuncia ad esprimere i propri sentimenti, in nome dei valori in cui crede. Tutto questo ci fà pensare, induce a riflettere. Non ci sono, in tutta la serie, personaggi che non lottino contro un conflitto interiore: nemmeno chi vive nello sfarzo e nei lussi di Versailles può dirsi felice. Oscar sente, ama, soffre, senza mai esprimere, se non allo spettatore, il proprio sentimento. Questi caratteri rendono il personaggio carico di carisma, caldo e affettuoso pur nella sua apparente freddezza e glacialità. Il pubblico di parte femminile ama in lei l'ardore della femminilità che non si arrende, che cade per rialzarsi; condivide con lei la profonda sensibilità d'animo che tiene nascosti tutti quei segreti che farebbero soffrire coloro ai quali dovrebbero essere svelati. Il pubblico dei ragazzi, paradossalmente, vive una inconsueta forma di identificazione nella parte maschile di questa ragazza. Ama in lei la metà femminile, sente la malcelata vulnerabilità del personaggio e sogna di regalarle tutte le gioie cui ha dovuto rinunciare per gli obblighi imposti. Un personaggio indubbiamente complesso, enigmatico, adatto più ad un pubblico adulto, che a giovani spettatori.

André Grandier
Voce: Massimo Rossi
E' il nipote della governante/bàlia di Oscar. Non poteva mancare la figura maschile in una vicenda colorata di rosa come quella della serie. André è innamorato di Oscar sin dal primo episodio della serie. Tutti se ne accorgono, tranne la stessa Oscar che, solo pochi giorni prima della morte del suo fraterno "amico", si rende conto di amarlo.

Il giovane è davvero ammirevole: la sua vita è investita interamente per seguire la ragazza nelle sue vicende: egli accetta persino di vederla invaghita del giovane Fersen, ma non abbandona mai l'idea di starle a fianco. Il finale ripaga solo in parte tutto il suo affetto per lei. Neanche lui, dunque, si salva dal dramma comune che investe tutti i personaggi della serie: il destino beffardo lo vuole sempre pronto al sacrificio e sempre ultimo nel riceverne riconoscimento degno. Tuttavia, a ben vedere, un primato la serie glielo consegna, quasi in sordina. Muore per due cause contemporaneamente: la libertà del suo popolo e l'amore per la donna che ha amato da sempre.

François Augustin Reynier de Jarjayes
Voce: Romano Malaspina

Personaggio storico: nasce nel 1745 e muore nel 1822.

Il padre di Oscar è l'unico personaggio storico della serie di cui non esiste dipinto che lo ritragga. Cercheremo pertanto di dipingerlo in parole, colmando la lacuna che la storia ci ha lasciato.

La frase che lo caratterizza al meglio è quella del primo episodio: "..è mio figlio e crescerà come un ragazzo.." Nemmeno lui conosce e comprende la portata di quello che sta pensando. La sua è una scelta che condizionerà l'esistenza della piccola neonata, fino a renderla unica. Lui crea così il simbolo della donna-eroe. Non si può dubitare che egli imponga una scelta e senza che nessuno possa contrastarlo: eppure non lo riteniamo mai colpevole per quanto ha fatto. Solo la sua governante, in un momento di grande commozione, lo riprende duramente, ma lui, uomo di grande sensibilità, non reagisce.

Anche qui, dobbiamo soffermarci sul grande contributo che per la sua voce (è già nota a chi ha seguito le serie degli anni '70) ha dato il monumentale Romano Malaspina: lo ha dotato di quella autorità e prestigio che deve avere un simile personaggio. Gli effetti dell'educazione impartita in giovane età, hanno dato alla figlia un carisma quasi maschile incredibilmente affascinante, che stride con l'apparente disumanità della sua scelta iniziale. Oggi, un padre simile sarebbe oggetto dei più violenti strali della nostra morale, nella serie addirittura viene naturale essergli grati.

Nonna Grandier
Voce: Franca Dominici
Questa vivace anziana nonnina, ha il suo piccolo ma prezioso spazio nella serie. La ritroviamo costante in quasi tutti gli episodi: non abbandona mai i due ragazzi che alleva come figli. Non smette mai di sognare la "figlioletta" in vesti femminili e in un episodio viene accontentata. Non possiamo fare a meno di affezionarci ad una nonna tanto premurosa, quanto rispettosa e presente. Non sappiamo nulla di lei dopo la morte di entrambi i protagonisti.

Maria Antonia Giuseppina Giovanna d'Asburgo
(Passata alla storia come Maria Antonietta)
Voce: Laura Boccanera

Personaggio storico, nasce nel 1755 e muore sotto la ghigliottina nel 1793

Maria Antonietta è stata ingiustamente incolpata per gli eventi tragici della Rivoluzione. Questa opinione va corretta, perché è frutto di un luogo comune non solo ingiusto, ma troppo comodo.

Venne data in sposa come merce di scambio politico per l'alleanza con l'Austria, catapultata in un mondo che non le apparteneva, cresciuta con un'educazione aristocratica e sfarzosa. Si ritrovò sposa di un ragazzino che non poteva amare perché sconosciuto. A 17 anni diventò Regina di Francia per la morte di Luigi XV e ancora adolescente si trovò a dover gestire una realtà incandescente come quella di Versailles. Altro ancora? Per chi vi fosse interessato, non poté consumare subito il matrimonio per l'impossibilità fisica del marito di farle concepire figli.

Intendiamoci, questa sfilza di elementi non esime la sovrana dalle sue responsabilità, ma fornisce tutte le attenuanti del caso onde addossarle il giusto peso di colpa per i fatti che si sarebbero verificati. Ma le sue mancanze le ebbe, eccome. La "nostra" regina aveva temperamento volubile, capriccioso, un po' stravagante, non disdegnava la vita mondana e, da buona adolescente della sua epoca, gradiva realizzare i propri desideri in fatto di abbigliamento e gioielleria: il tutto in formato principesco, ovviamente. Una semplice firma sugli atti di vendita e ogni prezioso gioiello poteva essere inserito nella sua collezione personale. Non era proprio un capolavoro di parsimonia, quindi. Non disdegnava la roulette, gioco bandito da un editto reale perché considerato pericoloso per il patrimonio dei reali. Si circondò della compagnia non proprio costruttiva della contessa di Polignac, che regnò con lei, se non addirittura per lei, per parecchi anni. Infine, già che ci siamo, perché non permettersi una bella relazione con l'affascinante conte di Fersen, visto che dal consorte pareva un po' complicato avere quello che un normale matrimonio avrebbe reso scontato?

La nostra analisi ci impone, però, di tornare alla regina che ci consegna la serie televisiva. La voce delicata di Laura Boccanera (per i fans di Candy Candy non sarà difficile riconoscerne la voce) ci offre una regina decisamente sentimentale, romantica, persino capricciosa, ma mai antipatica o addirittura malvagia. Ci sembra quasi di rivivere le sensazioni di una Candy versione regale settecentesca, con le stesse lacrime, gli stessi sogni, la stessa spensierata felicità. Lo stesso rapporto con Fersen è reso un po' troppo platonico: nella realtà le cose avvennero in modo decisamente più "materiale". A parte i dettagli da gossip che non trovano spazio in queste analisi, possiamo affermare che la regina della serie non riesce a farsi "odiare" dallo spettatore. Il dramma è voluto, cercato, reso evidente: non ci sono "cattivi" veri, ma ci sono "buoni" sfortunati, che soffrono senza che nessuno possa aiutarli nel trovare la soluzione. Versailles diventa presto il simbolo dell'illusione della felicità. La regina è tra le persone che pagano il prezzo più alto di questa erronea prospettiva.

Luigi XVI°
Voce: Marco Guadagno

Personaggio storico, nacque nel 1754 e morì nel 1793, anch'egli sotto la ghigliottina.

Non era quello che oggi chiameremmo un uomo determinato e convinto. Non dimentichiamo che le monarchie si succedevano di padre in figlio, non per capacità accertate. Fisicamente un po' goffo e non certo attraente, si trovò Re di Francia a soli 18 anni.

Il suo hobby preferito era la lavorazione del ferro. Non avendo scelto lui di sposarsi, come la moglie, accettò la relazione della regina con il conte svedese di Fersen, ben sapendo di non poterle dare ciò che gli chiedeva la consorte. A parte la sua perenne indecisione, non possiamo biasimarlo più di tanto: le sue decisioni ricevevano pressioni da ogni parte della reggia: la nobiltà reclamava i suoi privilegi, il clero era circondato da un alone di intoccabilità, le finanze pubbliche piangevano spesso e volentieri e i ministri delle finanze si dimettevano con frequenza preoccupante di fronte all'impossibilità di risanare un debito pubblico imbarazzante. Se qualcuno di noi desiderasse un ruolo in quella specie di pentola bollente, di sicuro eviterebbe quello del Re. Tentò la fuga con la regina a rivoluzione in corso, ma il tentativo fallì, con i risultati che conosciamo.

Hans Axel von Fersen
Voce: Luciano Roffi

Personaggio storico nato nel 1755 e morto nel 1810.

Le ragazze fans del nobile svedese, potrebbero rimanere deluse dalle differenze tra la realtà e la rappresentazione televisiva: ce la prenderemo con i disegnatori..

Il nobile Hans Axel von Fersen pare fosse dotato di una bellezza che rasentava la femminilità. Ne sapeva qualcosa la regina stessa. A differenza di quanto narrato nella serie, questo nobile aveva un autentico debole per il gentil sesso: detto in parole povere, sembra non si lasciasse sfuggire le occasioni che gli si presentavano...La regina ne rimase preda durante un ballo in maschera, cui non disdegnava affatto di partecipare. La loro relazione fu intensa, e pare, anche carica di sentimento. I due, purtroppo, dovettero fare i conti con le malelingue di corte e non solo.

Ritorna il tema principale della serie: la felicità è un lontano miraggio.

Nella serie il bel conte svedese è un gentiluomo dai principi sani e combattuto tra l'amore per la sua amata regina e la ragion di Stato che l'allontana da lei. Ha tutta l'aria di un principe azzurro "formato Rivoluzione"; quando poi svanisce il sentimento per la regina, di fà avanti anche la nostra Oscar, ma, ahimé, è troppo tardi: ci risiamo con gli amori impossibili.

Contessa Gabrielle de Polignac
Voce: Serena Spaziani

Nata nel 1749, morta nel 1793.

Il personaggio è dipinto a tinte molto scure nelle cronache del'epoca. Sembra che fosse in grado di manovrare la regina con la facilità di un'abile diplomatica. Per questa sua capacità, fu subito invisa alle nobili di corte, che l'additavano come una delle colpevoli della scellerata condotta della regina. Riuscì ad arricchirsi alle sue spalle, collocando i membri di famiglia alle alte cariche del Regno di Francia. Ottima arrampicatrice, non esitò a girare le spalle alla sua Regina quando, è naturale, le cose volsero al peggio. Ma non era l'unica di corte avvezza a simili manovre: la nobiltà era strapiena di simili personaggi. I reali erano circondati quotidianamente di adulatori, arrampicatori, gente che si diceva disposta a qualunque gesto per i sovrani, tranne poi a ritirarsi nel momento del pericolo.

La serie non ci risparmia qualcuno dei suoi perfidi piani. Venne allontanata troppo tardi, quando il popolo aveva già espresso la sentenza di condanna per i reali. Inoltre viene, non a caso, indicata come la madre vera della piccola Rosalie. Viene da pensare che sia fatto tutto ad arte per rendere drammatica una situazione già di per sé poco entusiasmante.

Rosalie Baleau
Voce: Daniela Caroli
Pur essendo figlia solo adottiva della donna che l'alleva, abbiamo scelto di non darle il nome della madre biologica per rispettare l'identità data al personaggio dagli sceneggiatori. Questa fanciulla cresce con una donna di umili origini, e si scopre figlia della contessa di cui sopra, molto in là nella serie. Questo è uno dei personaggi più puri della serie: non a caso verrà ospitata presso la famiglia di Oscar per molto tempo, fin quando la perfida madre, dopo aver provocato la morte di quella adottiva, le chiede ed ottiene di tenerla con sé. Ovviamente la richiesta è solo frutto di opportunismo, e Rosalie se andrà di nuovo nella sua Parigi, dove si sposerà persino.

E' così pura e genuina, che non si fatica a capire che sia personaggio immaginario, anche se viene presentata come discendente dei Valois (nella serie Balau).

Jeanne Baleau
Voce: Susanna Fassetta
E' sorella solo nominale di Rosalie essendo stata allevata dalla stessa madre. Rispetto alla "sorella" è calcolatrice, spietata, ambiziosa. Non esita a rinnegare la conoscenza della sorella, anche quando, disperata, le chiede aiuto per curare la madre di lei, che pure né è vera figlia. Le sue malefatte vengono a galla in tutta la loro evidenza nell'episodio della collana acquistata tramite la truffa ai danni del cardinale di Rohan. Finirà suicidandosi, con il marito suo complice: giusto per cambiare finale.

Louis-René-Édouard de Rohan-Guéménée
(passato alla storia come il cardinale di Rohan)
Voce: Pierluigi Zollo

Il suo volto e il nome sono legati alla vicenda dello scandalo della collana. La serie non gli risparmia un ruolo poco edificante per una persona del suo rango. Il personaggio è dipinto a tinte molto scure e completamente soggetto alle trame non cristalline di Jeanne Baleau, dalla quale verrà truffato proprio per l'acquisto della collana che costerà la residua parte di reputazione alla regina Maria Antonietta.

Per rispetto alla verità storica, c'è da dire che, pur essendo uscito indenne dalla vicenda, venne privato della sua carica da parte dela Curia Romana.


Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry
Voce: Franca De Stradis

Personaggio storico: nata nel 1743, morta nel 1793 sotto la ghigliottina.

Per rendere l'idea di cosa fosse Versailles al di là della fantasia e della propria immaginazione, basta analizzare questo personaggio.

Divenne nobile grazie alla volontà di Luigi XV° e non certo per meriti politici o particolari sue doti. In pratica si fece strada con prestazioni non certo onorevoli, ma, a quanto sembra, pur sempre efficaci, anche di fronte ai reali. Divenne la preferita del sovrano e la si trova nelle cronache del tempo, quasi fosse la consigliera di Sua Maestà. Ebbe vita un po' difficile con la morte del sovrano che la proteggeva: fu allontanata dalla corte dopo che Maria Antonietta ascese al trono di Francia. Tanto per cambiare, non sfuggì al braccio letale della ghigliottina.

Alain
Voce: Sergio Luzi
Si è arruolato nella guardia francese per necessità e non per convinzione. Ha umili origini, ma conosce la lealtà e il valore. Nonostante le diffidenze iniziali, col tempo stima Oscar, che finirà per diventargli amica fino alla morte. Si distingue dagli altri rozzi soldati della guardia per il suo carisma. Diventa amico intimo di André e non possiamo tralasciare che è uno dei pochi a sopravvivere al massacro della Rivoluzione.

Maximilien Robespierre
Voce: Giorgio Locuratolo

Personaggio storico, nato nel 1758, morto nel 1794 sotto la ghigliottina.

Lo citiamo come rappresentante dei rivoluzionari, uno tra i fautori della lotta alla nobiltà e ai suoi privilegi. Per suo volere fu istituito il Comitato di salute pubblica, uno strumento di "pulizia" decisamente sommario, i cui effetti sono noti alle cronache del tempo: in un solo anno riuscì a giustiziare circa 40.000 civili di cui almeno la metà senza alcun processo, solo perché sospettati di agire contro la rivoluzione. Non a caso, questo periodo, passerà alla storia come quello del Terrore. Come sempre accade, l'ideatore dello strumento di morte, ne diventa vittima egli stesso.

Nella serie, questo acuto avvocato parigino, ha un ruolo strategico nella schiera dei rivoluzionari. Per nostra fortuna, la serie ci risparmia l'impietoso spettacolo del massacro di migliaia di innocenti civili immolati sì alla "Dea Ragione", ma senza ragione; sì in nome della libertà, ma schiavi dell'idea stessa di rivoluzionare ogni cosa. Non ci mostra, per fortuna, quanto avvenne durante gli anni del Terrore, vediamo solo la lama della gighliottina scivolare in basso per qualche fotogramma, quasi con l'auspicio che simili strumenti di morte si debbano vedere solo nei testi scolastici e nei musei.




Censuriamo la censura


Questa serie, come altre, è stata sottoposta al vaglio scrupoloso della censura. All'epoca della prima edizione (siamo negli anni '8o), venne trasmesso in fascia serale, alle 20, da ItaliaUno. La serie se la cavò egregiamente in concomitanza niente meno che al Tg1! Ottene un clamoroso successo di pubblico e il disco sigla di apertura sfiorò quota 1 milione di pezzi venduti (un'enormità dato il genere).

Il successo, tuttavia, non cancella alcuni dettagli che al pubblico vennero nascosti, in parte nei tagli di scene, in parte nei dialoghi.

Elenchiamo alcuni particolari, meno noti agli appassionati della serie:

1 - Quando incontra Rosalie per la prima volta, Oscar è in carrozza. Nell'edizione italiana Rosalie chiede ed ottiene denaro; nell'originale mai trasmesso (e quindi mai doppiato), Rosalie scambiando Oscar per un ragazzo si offre disperata, pur di ottenere denaro in cambio. Oscar ride di gusto, nel constatare l'erroe della ragazza: anche il sorriso è stato tagliato, reso incongruo dall'adattamento del dialogo.

2 - Durante il processo a Jeanne Valois, la giovane accusa Oscar di aver avuto addirittura una relazione con la Regina e non di esserne una semplice amica. Nel doppiaggio, l'adattamento ha preferito la versione più "edulcorata" delle accuse.

3 - Quando sboccia l'amore tra i due protagonisti, pare che qualche taglio sia avvenuto, mentre la nostra versione è decisamente più "innocente" e "romantica", come da fotogrammi qui sotto inseriti.



LA RECENSIONE

Criticata, censurata, discussa e ridiscussa a distanza di 25 anni dalla sua prima edizione, Lady Oscar è ancora attuale per le tematiche che tratta e la verosimiglianza delle situazioni. Analizzando il personaggio chiave della serie, abbiamo avuto modo di comprendere che la sua complessità è frutto della scelta di un soggetto e di una filosofia di fondo che tende a vedere nel dramma umano la legge universale che domina la vita. Come accennavamo, non c'è un solo personaggio, in tutta la serie, che abbia una vita serena, che possa dire di avere una sorte sorridente. Persino i reali, nella loro vita lussuosa, non hanno tregua nel conoscere le tragedie della vita comune. Se si vuole, la loro condizione è anche peggiore di quella dei comuni cittadini: la regina, dichiaratamente innamorata di Fersen, non può nulla contro il potere superiore della ragion di Stato, che le impone di soffocare le voci sulla sua relazione extra-coniugale. Ma non finisce lì: anche avuti gli eredi legittimi, il piccolo Joseph muore a soli sette anni. Sembra che la sorte voglia sottrarlo al crudele destino di assistere alla disfatta dei genitori che avverrà poco dopo.

Nella seconda parte della serie, non meno drammatica della prima, l'attenzione si sposta da Versailles per fermarsi su Parigi. Qui conosciamo solo parzialmente gli orrori della Rivoluzione.

Il "nostro" leggendario comandante delle Guardie Reali si rende conto di aver perseguito solo idealmente i valori in cui crede. La sua nobiltà non rispecchia più quello che vede e comincia la sua identificazione con i ceti poveri di Parigi. Ora guarda con occhi diversi la realtà: non può illudersi di essere ascoltata dalla sua nobiltà.

Di fronte alla chiusura dei suoi pari-rango è costretta a spogliarsi del suo titolo e della carica. Lo fa con fierezza, senza rammarico o rimpianti. Trova una lealtà nuova e più pura negli umili combattenti dell'esercito: riteneva gesto passibile di condanna al plotone vendere un fucile per fame, ma appena sa che anche la vendita di divise e rancio non bastavano a sfamare famiglie intere, sente di dover salvare la vita al soldato responsabile del gesto disperato. E' segno che la sua conversione al nuovo mondo è arrivata: purtro,ppo per noi quel mondo di giustizia, cui lei si è convertita, ancora non è presente nemmeno a 200 anni di distanza. Se oggi esistesse una Oscar François de Jarjayes probabilmente noterebbe le stesse cose che sappiamo l'hanno intimamente cambiata. Ci inviterebbe a chiederci il perché di tante ingiustizie che ancora si consumano nelle nostre "Parigi" e senza dubbio ripereterebbe lo stesso sacrificio di sé pur di insegnarci ciò in cui ha creduto.

Ma Oscar, quella vera, vive e parla ancora, se così non fosse non ne discuteremmo neppure più. Sta a noi diventarne la sua moderna incarnazione e migliorare quello che possiamo, magari senza spaventarci all'idea di morire sotto le fucilate dei nemici. Nessun padre ci costringerà più ad indossare uniformi o abiti militari per cause nelle quali non crediamo. Ma allora, nella nostra totale libertà di scelta, la nostra colpa aumenta, perché ammiriamo lei, ma non sempre riusciamo a fare altrettanto, compreso il sacrificio di noi stessi per i valori in cui dovremmo credere: ma allora, a che sarebbe servito l'esempio della nostra Oscar?


EPISODI

Serie originale e serie televisiva

1° episodio: La grande scelta

Dopo aver saputo che la sua quinta nata è una femmina, il generale Jarjayes decide di educarlo come un maschio e di chiamarla Oscar. A quattordici anni la candida a diventare comandante delle Guardie Reali della Regina di Francia, ma deve fare i conti con le decisioni della figlia, incerta tra la vita da uomo e quella da donna. Oscar decide di indossare la divisa militare.

2° episodio: L'arrivo di Maria Antonietta

La prima missione per Oscar è di garantire la sicurezza della principessa Maria Antonietta da quando circola la voce di un possibile attentato ai suoi danni. Il duca D'Orleans, cugino del Re di Francia, ha progettato di far saltare il matrimonio per prendere il suo posto, ma deve fare i conti con Oscar.

3° episodio: Un triste presagio

Dopo aver celebrato le nozze, la prima nemica per la futura regina è la contessa Dubarry, donna di cattiva reputazione. L'ostinazione di Maria Antonietta a non rivolgerle parola diventa un caso a palazzo e così la contessa decide di chiedere al Re stesso i suoi favori per umiliarla.

4° episodio: L'intrigo

Pur di ottenere i suoi obiettivi, la contesa Du Barry chiede al Re di far diventare la madre di Oscar dama di compagnia della regina. Dietro la richiesta il diabolico piano per incastrare Oscar e far diventare la rivalità un caso nazionale. L'intrigo viene sventato, ma la contessa promette vendetta.

5° episodio: La rivincita della contessa

La contessa Du Barry riesce a convincere il re a chiedere alla regina di farle rivolgere per prima la parola. In gioco, dietro i loschi movimenti della contessa, ci sono i delicati equilibri tra Francia ed Austria. Nel frattempo André deve darsi da fare con Oscar per sventare un attentato al re, durante una battuta di caccia.

6° episodio: La congiura sventata

Durante la prima uscita ufficiale della principessa Maria Antonietta l'ennesimo tentativo di congiura si consuma a Parigi, dove la carrozza della regina sfila in corteo. Per fortuna André avvisa Oscar in tempo.

7° episodio: Una notte a Parigi

Stanca delle mancanze del coniuge, Maria Antonietta decide di prendere parte ad un ballo in maschera a Parigi. Qui fa la conoscenza del conte di Fersen. Tra i due nasce una reciproca simpatia, di cui approfitta la contessa Du Barry. La donna commissiona una falsa lettera ad un calligrafo che poi viene assassinato. Oscar sventa il piano, ma la regina è in pericolo.

8° episodio: L'incidente

Maria Antonietta chiede di poter galoppare a cavallo e il marito glielo consente. Per uno sfortunato incidente, però, il cavallo della principessa sfugge ai controlli di André e porta con sé la principessa. Oscar riesce a rimediare in tempo, ma l'evento arriva fino al re, che decide per la pena di morte per André. Solo l'intercessione di Oscar, della principessa e del conte di Fersen salvano il ragazzo. Nell'incidente Oscar si ferisce e per miracolo sopravvive.

9° episodio: La morte di Luigi XV

Un attacco di vaiolo condanna Luigi XV a morte prematura, a corte la disperazione della contessa Du Barry la spinge a chiedere la protezione della regina Maria Antonietta, ma ora è tardi. Il re muore lasciando erede il diciannovenne Luigi XVI, con la consorte appena diciottenne.

10° episodio: L'incoronazione

Il nuovo re viene incoronato insieme a Maria Antonietta nella speranza di tutti che il suo operato sia più giusto del suo predecessore. Intanto l'ambiziosa Jeanne Baleau decide di assassinare la zia per ereditare i suoi beni, il compagno, invaghito di lei, esegue i suoi ordini.

11° episodio: Maria Antonietta Regina

La prima decisione di Maria Antonietta da regina è di promuovere Oscar a colonnello e metterla a comando delle Guardie. Ma i capricci e le voglie della regina spazientiscono i nobili e il popolo. Oscar si vede costretta a rifiutare di vedersi raddoppiare i compensi e deve chiedere al conte di Fersen di allontanarsi dalla Francia per non alimentare le maldicenze sul conto della regina.

12° episodio: I capricci di Maria Antonietta

Gli acquisti della regina cominciano a preoccupare i membri della corte più affezionati e come se non bastasse, la nobiltà dà una pessima idea della propria indole uccidendo gratuitamente innocenti, come il bambino ucciso dal conte De Germain. Adirata Oscar decide di sfidare il conte e ha la meglio, ma la regina punisce i duellanti confinando Oscar in casa sua.

13° episodio: Le catene della povertà

Durante il periodo di punizione, Oscar decide di andare con André nella tenuta di campagna, ma qui assistono al dramma della famiglia del piccolo Gilbert che deve lottare contro la fame e le malattie per sopravvivere. Il giovane studente Maximilen Robespierre, nella locanda della zona, promette un Francia nuova.

14° episodio: La contessa di Polignac

Durante un ricevimento notturno la regina fa la conoscenza della contessa di Polignac e ne rimane così impressionata da nominarla sua dama di compagnia facendola restare a Versailles. A Parigi, però, la carrozza della contessa investe uccidendo la madre di Rosalie che decide di vendicarla seguendola alla reggia. Qui, per fortuna, incrocia Oscar, alla quale racconta la triste vicenda. Oscar dedice di tenerla con sé.

15° episodio: La menzogna

Le dicerie sulla mancanza di un erede al trono si fanno sempre più insistenti, così, approfittando della situazione, la contessa di Polignac suggerisce alla regina di annunciare una prossima nascita assolutamente fasulla. Nel frattempo, per distrarla, la induce al gioco della roulette, per rifarsi delle perdite economiche subite. Poi, per evitare guai, comunica la perdita dell'erede per un incidente causato dal colonnello Oscar. Il piano riesce.

16° episodio: Rosalie a palazzo Jarjayes

Rosalie inizia l'addestramento con la spada e Oscar la invita alle serate dei ricevimenti della nobiltà per consentirle di trovare la donna che ha ucciso la madre. In realtà la contessa di Polignac ha già intuito il pericolo che si nasconde dietro quella ragazza, abbandonata anni prima, e osteggia Oscar a corte.

17° episodio: Rosalie a corte

Dopo averne sentito parlare da Oscar, la regina invita a corte la giovane Rosalie, la quale, proprio a corte, incrocia la responsabile della morte della madre. Inizia un duello a distanza tra la contessa di Polignac e la stesa Oscar, che tenta di far luce sul mistero delle origini della ragazza che ospita. In un'imboscata Oscar rimane ferita.

18° episodio: Il ritorno di Fersen

L'arrivo in carrozza del conte di Fersen mette in fuga i sicari e Oscar si salva. Intanto il ritorno del conte ha fatto illuminare gli occhi della regina che di fronte alla notizia delle sue prossime nozze gli confida il suo sentimento.

19° episodio: Un matrimonio imposto

La contessa di Polignac ha deciso di dare la figlia Charlotte in sposa al nobile 44enne che la tratterà come una regina. L'unico dettaglio è che la piccola undicenne non vuole sposarlo, non sentendosi ancora pronta per un passo così importante. Rosalie intanto viene informata di essere figlia della donna che ha ucciso sua madre adottiva. Inizia un dramma nel dramma che vede la piccola Charlotte togliersi la vita per evitare un futuro indesiderato.

20° episodio: Un amore impossibile

L'arrivo di Fersen in Francia peggiora la situazione già delicata della regina: le voci sulla loro relazione si fanno sempre più insistenti e l'unico modo per evitarle è di partire il più lontano possibile. Al ballo reale, Oscar è costretta a ballare con la regina per evitare un incontro inopportuno tra i due. Nemmeno Oscar può nascondere il suo sentimento per lui.

21° episodio: La sosia della regina

Pur di estorcere denaro, la diabolica Jeanne riesce a far credere al cardinale di Rohan che avrebbe incontrato la regina, da sempre ostile alla sua dubbia reputazione. Dopo aver ricevuto migliaia di monete d'oro, il cardinale viene posto di fronte ad una sosia non vedente della regina. La truffa riesce.

22° episodio: Lo scandalo della collana

Il piano della spregiudicata Jeanne arriva fino a far sottoscrivere il contratto di compravendita a nome della regina, con il cardinale che accetta di fare da garante. Il malcontento verso la nobiltà cresce fino a diventare praticamente insostenibile. I venti di rivoluzione si avvicinano.

23° episodio: Il processo

La verità viene inesorabilmente a galla. Il re viene messo a conoscenza dell'acquisto della collana, ma la regina nega ogni rapporto con il cardinale e con la truffatrice. Ogni controversia arriva fino al tribunale, davanti al quale Jeanne scagiona il prelato da ogni colpa ma addosa ogni responsabilità alla regina stessa. L'occasione è politicamente ghiotta per Robespierre e Saint-Juste che fanno presa sulla nobiltà per indebolire il potere reale. Per la famiglia reale i guai sono solo all'inizio.

24° episodio: Una fuga misteriosa

Un uomo riesce a portare in fuga Jeanne, ma una volta che le sue memorie contro la corona, sono finite e pubblicate, la riconsegna nelle mani delle guardie reali. La contessa di Polignac, con un'astuta ripicca riesce a portare con sé Rosalie, minacciando di rivelare a corte i legami di Jeanne con lei. Insieme al compagno, Jeanne decide per i suicidio una volta ritrovata. Oscar rischia la sua vita per catturarla.

25° episodio: Cuore di donna

A sorpresa, durante un addestramento con la pistola, Fersen torna dall'America, dove ha combattuto, per mettersi ora al servizio della sua regina. Maria Antonietta accetta la sua offerta e torna alla reggia. Oscar, invaghita di Fersen, decide di vestirsi come una donna per una serata di gala, ma qui apprende che Fersen la considera un'amica e deve rinunciare ai suoi sentimenti per lui.

26° episodio: Il cavaliere nero

Uno strano cavaliere mascherato si aggira per i palazzi dei nobili e ruba le loro argenterie per poi distribuirle ai poveri di Parigi. Da quando André si allontana di sera, Oscar sospetta di lui. Decisa a svelare il mistero, André stesso si traveste da cavaliere, ma finisce per essere ferito quando il vero cavaliere lo affronta.

27° episodio: Un rischio calcolato

L'uso dell'occhio sinistro è a rischio, per André. Eppure, una volta saputo che la sua Oscar è stata catturata ed è prigioniera nelle cantine del palazzo del duca D'Orleans, non esita a travestirsi da cavaliere per aiutarla nella fuga. La cattura del cavaliere riesce e la sua identità è presto svelata, si tratta di Bernard Chatelet, il giornalista vicino a Robespierre. Dopo averla tratta in salvo, André perde l'uso dell'occhio, ma chiede di liberare il suo aggressore, per aiutare i poveri della città. Oscar segue la richiesta del suo amato André.

28° episodio: Un innamorato respinto

Deluso dall'incapacità di essere compreso, André conduce una vita sregolata e rischia di perdere anche l'occhio destro. Oscar, a sua volta, è ancora amareggiata dalla fine dei rapporti con Fersen. Per evitare di ricordare, decide di lasciare le Guardie Reali. André, stanco di essere ignorato, confessa il suo sentimento per la donna che ama.

29° episodio: Una nuova vita

Dopo essersi allaontanata per qualche giorno, Oscar decide di prendere il suo nuovo incarico di comandante delle Guardie. Per seguirla anche André si arruola, ma il leader del gruppo, Alain si rifiuta di eseguire gli ordini in quanto donna. Un duello con la spada lo persuade del valore del nuovo comandante. Intanto il comandante Girodel, al posto di Oscar chiede di prenderla in sposa.

30° episodio: La sfida di Oscar

La decisione del padre non le aggrada. Il comandante Girodel viene respinto, e al ballo cui è inviata, Oscar si presenta in divisa militare rifiutandosi di prenderne parte. L'unico a gioire della sua scelta è André, che vede all'orizzonte il suo sogno: il padre, pentito per l'educazione datale, le lascia piena libertà.

31° episodio: La rabbia popolare

Le imboscate contro i nobili si susseguono con ritmo vertiginoso, per evitare il peggio anche al re di Spagna, Oscar viene incaricata di difenderne la carrozza. Un agguato la vede in difficoltà, ma André e il compagno Alain la salvano. Intanto un membro della guardia, Gerard La Salle viene arrestato per aver venduto il proprio fucile. Alain sospetta che Oscar lo abbia tradito.

32° episodio: Nemici del popolo

Alain perde il duello con il suo comandante, ed Oscar riesce a convincere il generale dell'esercito a far scaginare il soldato incriminato. Alain è assente dalla caserma da giorni e per portargli la paga Oscar va a casa sua. Qui scopre che il giovane soldato piange la morte della sorella Diane, impiccatasi per essere stata respinta dall'uomo che amava, il giorno prima delle nozze.

33° episodio: Gli ultimi splendori di Versailles

Per evitare il peggio, il re viene persuaso alla convocazione degli Sati Generali, ma il tentativo di trovare l'accordo sulla nuova Francia salta. Intanto le condizioni del principe Joseph peggiorano in modo vertiginoso, fino a vederlo spegnersi come un presagio funesto sulla famiglia reale.

34° episodio: Robespierre

Gli Stati Generali non ottengono l'effetto desiderato e il Terzo Stato chiede di trasformarli in Assemblea Nazionale. La nobiltà si oppone a trattare con il popolo, e chiede al Re di sciogliere l'Assemblea e annullare tutte le delibere approvate. Il popolo, guidato da Robespierre decide di riunirsi nel campo della Pallacorda dove avviene lo storico giuramento nel mese di giugno del 1789. Oscar, incaricata di sgomberare con la forza la sala dell'Assemblea, si rifiuta e viene esautorata dall'incarico.

35° episodio: Accusa di tradimento

Il Generale delle forze armate chiede il processo penale per Oscar, rea di tradimento. Le conseguenze sarebbero nefaste: la famiglia intera sarebbe privata del titolo e dei beni. Per evitare l'infamia di tale accusa, il generale Jarjayes decide di uccidere la figlia prima di togliersi la vita lui stesso, ma André gli impedisci il gesto. Oscar riesce ad accordarsi con Chatelet, diventato marito di Rosalie, per far liberare le guardie incarcerate e condannate a morte. La regina Maria Antonietta intercede per Oscar e i soldati e chiede ed ottiene la loro liberazione.

36° episodio: La fame a Parigi

Le discordie interne alla nobiltà rendono più difficile la concordia tra gli Stati; il ministro Necker, deciso a ripianare le discordie con il popolo, viene rimosso dall'incarico. Così Saint-Juste ha campo libero nell'affermare la validità della lotta armata. Robespierre si oppone alle sue idee ma deve constatare la cecità totale della nobiltà e incita il popolo a ribellarsi con le armi. Oscar, invano, chiede il ritiro dell'esercito dalle strade di Parigi: Maria Antonietta rifiuta di seguirne il suggerimento e si avvia verso la rovina della famiglia reale.

37° episodio: La voce della libertà

Il popolo si arma e l'esercito francese occupa le strade di Parigi per evitarne la ribellione. Alain, in sostituzione temporanea di Oscar, riceve l'ordine di schierarsi contro il popolo. Oscar, in pessime condizioni di salute, riceve la trsiste notizia della quasi cecità di Andrè, e ha la conferma della sua tisi ormai dilagante. Il riposo assoluto è ordine del medico, ma la sua vita ormai è segnata. André rifiuta il riposo e accetta la sua cecità pur di rimanere al fianco della donna che ama incondizionatamente.

38° episodio: Divampa la rivoluzione

Dopo aver scelto André come proprio compagno, Oscar rinuncia alla sua carica e al suo titolo nobiliare. I suoi uomini si ammutinano con lei e decidono di schierarsi con Bernard Chatelet e il popolo. Ora, però sono vittima degli inseguimenti degli uomini della Guardia Reale e durante uno scontro, André, praticamente cieco, viene colpito.

39° episodio: Addio André

Il proiettile, entrato nel petto, non gli lascia scampo. Tra le braccia della donna che ha sempre amato, André si spegne, promettendo un matrimonio che non avverrà mai. Oscar, in precarie condizioni di salute, piange inconsolabile la sua morte e decide di unirsi a Bernard per attaccare la bastiglia. Le forze reali rispondono al fuoco e la colpiscono al cuore.

40° episodio: 14 luglio 1789

Oscar si spegne sotto i fuochi dei cannoni che attaccano la Bastiglia. La famiglia reale tenta la fuga con una carrozza guidata dal conte di Fersen, ma a Varènne i reali vengono riconosciuti e riportati a Parigi per essere processati. Siamo nel 1793, il re prima e la regina dopo vengono ghigliottinati, stessa sorte spettò ai rivoluzionari Robespierre e Saint-Juste artefici del moto rivoluzionario.
Si chiude la vicenda più dolorosa e drammatica che la storia francese abbia conosciuto, e si apre l'epoca repubblicana.


Episodi consigliati

Gli episodi che compongono la serie contengono parecchi momenti toccanti. Ci sembra giusto evidenziare quelli che mettono in risalto il valore della serie.

Farà piacere, all'appassionato, ricordare uno dei momenti più teneri, ma cruciali, della serie.

"La grande scelta"

- ovviamente all'epoca le partorienti davano alla luce i neonati in casa. Il padre attende impaziente l'evento, per lui ha duplice valore: non solo diventa padre per l'ennesima volta, ma desidera ardentemente un figlio maschio.

- la splendida colonna sonora accompagna gli stati d'animo dei protagonisti: la musica ritmata del dubbio, della perplessità, ma anche dello sconforto, poi l'idea e la manifestazione della decisione di chiamarlo Oscar.

- il ruolo della madre è di secondo piano. Sappiamo così poco, che nella serie non può nemmeno essere annoverata tra i protagonisti.

Il ritorno di Fersen

- Siamo di notte, cosa di per sé non molto tranquillizzante scenograficamente. La notte è simbolo scenografico di cattivo presagio, dell'incertezza. I due amanti sono costretti a sfruttare queste ore per il loro incontro finale. Un incontro che hai il sapore triste dell'addio e affascinante dell'affetto irrealizzabile.

- Le musiche accompagnano i momenti di grande tensione emotiva. Senza di esse saremmo a commentare ben altro.

- L'inciampo della Regina è un particolare di sceneggiatura per consentire l'incontro tra i due, altrimenti troppo stridente con il necessario distacco.

Accusa di tradimento


Dentro la scena

- Il conflitto di sentimenti è di nuovo l'assoluto protagonista delle immagini: il padre deve compiere un dovere morale, ma anche la figlia ha un simile dovere e il conflitto con i valori della solidarietà e della giustizia è incolmabile: per fortuna c'è l'elemento "sorpresa" ad intervenire.

- Oscar è decisa a salvare la vita al soldato che è stato condannato alla fucilazione. Tuttavia, anche lei, rifiutandosi di sparare alla folla indifesa, è accusata di tradimento. Spetta al padre fare "giustizia" essendo la figlia soggetta al sua potestà. Oscar teme di non poter raggiungere il suo scopo, ma non ha paura di morire. La vita non è il bene supremo, qualcosa la supera, valendo molto più di essa.

- André si frappone per il salvataggio della donna che ama e chiede di essere ucciso per primo. Anche per lui, la sua vita non è il bene maggiore: ormai la donna che ama, ha molto più valore di lui. Preferisce essere il primo, pur di non vederla soffrire. Questo suo desiderio sarà esaudito davvero a fine serie.


Bello ma impossibile

Siamo al momento delle incongruenze di una serie di mirabile qualità. Non dimentichiamo che siamo nel settecento e, pertanto, dobbiamo tener conto delle usanze dell'epoca. Come in altre serie, anche stavolta dobbiamo dare per sottinteso che:

Oscar è una donna, ma viene arruolata nell'esercito. All'epoca una cosa simile era impossibile, ma è un dato basilare della serie.

Gli eventi devono dare per scontato che i personaggi immaginari entrino nella storia.

Detto questo, analizziamo le principali contraddizioni: