Star Trek a.s.: la saga senza frontiere
di Valerio con il contributo straordinario dello
Star Trek Italian Club

Titolo originale
Anno di uscita (in Italia)
Ideatore
Episodi
Sigla



 
CONTRIBUTI
Questa non è una serie comune e come ogni fenomeno che esca dal consueto, è stato necessario un trattamento straordinario. A dispetto del suo limitato numero di episodi, Star Trek a.s. (animated series) ha necessitato di un lavoro a "due mani".

Infatti questa scheda è stata sottoposta al vaglio ed alla supervisione scrupolosa ed analitica dei membri dello Star trek Italian Club, che hanno accettato con ammirevole disponibilità (e conseguente dispendio di tempi ed energie) di fornire l'apporto indispensabile per questa pubblicazione.

HitParadeItalia Cartoni ringrazia lo staff del club per l'indispensabile apporto fornito.


NOTE DI COSTUME

1966-2006: lunga vita e prosperità

Nessuna serie televisiva può vantare lo stesso grado di popolarità di Star trek. L'unica della storia della televisione che abbia addirittura 6 serie e ben 11 lungometraggi.
Queste sono le serie in ordine di edizione:

  • Serie Classica (CLA)
  • Star Trek, the animated series (Tas)
  • Star Trek The Next Generation (TNG)
  • Star Trek Deep Space Nine (DS9)
  • Star Trek Voyager (VOY)
  • Star Trek Enterprise (ENT)
E' appena il caso di rilevare che la serie animata ha vinto un Emmy come miglior serie per ragazzi per la stagione televisiva 1974-1975.

Non è questa la sede per trattare lo sconfinato universo che compone tutto l'indotto di una serie ormai diventata oggetto di culto per milioni di fans in tutto il mondo. Qui ci limiteremo a sottolinearne gli aspetti essenziali cercando, come sempre, di analizzarne i caratteri più rilevanti e gli elementi più significativi.

Oggetti di culto senza tempo

La singolarità di Star Trek è di aver ideato, (senza saperlo all'epoca dell'edizione) oggetti che, a distanza di 40 anni dalla loro realizzazione, sono ancora vivi nella memoria collettiva fino a diventare nel corso degli anni parte della cultura popolare stessa. Abbiamo pensato di citarne i principali:

L'Enterprise: l'astronave più celebre che si conosca. Nessuna nave spaziale ha avuto nel tempo lo stesso livello di notorietà di un veicolo che ha dato persino il nome ad un velivolo lanciato nello spazio decenni fa, quando il fenomeno mediatico Star Trek non era ancora così diffuso. Insieme ad essa è passata alla storia anche la terminologia ad essa collegata: le scariche di missili fotonici, i deflettori, l'ascensore interno, i ponti di comando, quelli degli alloggi e il celebre ponte dell'hangar da cui partono le navicelle di ricognizione. Ogni angolo di questo oggetto è ormai parte integrante della cultura televisiva e non solo.

Il teletrasporto: il metodo con cui i membri dell'equipaggio si spostano dalla nave alla superficie dei pianeti è il più famoso che il piccolo schermo conosca. Il fatto curioso è che il geniale ideatore della serie, Gene Roddenberry, fu costretto ad idearlo per motivi di budget: non c'erano fondi sufficienti per costruire un modello di nave spaziale da riprodurre sul set del telefilm e così pensò di ideare lo stratagemma di un mezzo di smaterializzazione che con un effetto ottico desse lo stesso risultato. Nemmeno lui, nel lontano 1966, poteva pensare che questo fantascientifico modo di spostarsi sarebbe divenuto, nei decenni che seguirono, il più invidiato (e sperimentato) modo di spostamento della caotica e trafficata era contemporanea.


Il comunicatore: Kirk a Enterprise... è tra le frasi più note della sceneggiatura del telefilm. Quando ancora i telefoni cellulari erano un'utopia del novecento, la serie aveva pensato ad un apparecchio che consentisse di parlare a distanza senza fili e senza complessi sistemi meccanici. Questo oggetto, entrato a pieno titolo tra quelli della storia della Tv, ha anticipato profeticamente quella che sarebbe diventata una vera e propria moda, un fenomeno di costume che ha rivoluzionato le abitudini degli abitanti del pianeta.

Non basterebbe un sito intero per elencare altri oggetti noti non solo agli appassionati della saga più famosa dello spazio. Citiamo a titolo esemplificativo il tricorder del signor Spock, l'allarme rosso del ponte di comando, l'interfono posto nei corridoi e negli alloggi del personale, il computer di bordo. I trekkies in lettura ci perdoneranno le omissioni cui siamo obbligati dall'analisi che ci attende.


L'AMBIENTAZIONE

Il tempo della serie:

La serie ci dà gli elementi di cui abbiamo bisogno per inquadrarne il contesto storico: siamo due secoli in avanti nel tempo. L'uomo ha colonizzato lo spazio, superando grazie alla velocità luce anche i confini del sistema solare.

I luoghi della serie

Spazio: ultima frontiera: eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise, durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima.
Il viaggio nel cosmo è il punto di forza della serie stessa: tutti gli episodi sono ambientati sulla nave spaziale che ospita l'equipaggio eroico durante la sua odissea.


LA TRAMA

Il capitano James T. Kirk viene posto, dal Comando di flotta astrale, a dirigere l'astronave Enterprise, in missione pacifica nello spazio. Al fianco del comandante vengono nominati in qualità di primo ufficiale il vulcaniano Spock e l'ufficiale medico di bordo, dottor Lenoard McCoy. L'equipaggio è composto da altri ufficiali quali l'ingegnere capo Montgomery Scott e l'ufficiale di rotta Sulu. Insieme i membri dello storico equipaggio devono affrontare una serie di pericolose avventure nello spazio a contatto con disparate forme di vita non sempre amichevoli.


Personaggi

Note sui diritti d'autore

Tutti i fotogrammi esposti in questa pagina sono stati tratti dalla serie originale Star trek, the animated series, i cui diritti appartengono alla Paramount Pictures. Le foto dei personaggi del telefilm sono state fotomontate a fini esclusivamente divulgativi ed illustrativi, senza alcun intento di violare la normativa vigente in tema di diritti d'autore.

Note di redazione

Mai come in questo caso, del tutto unico e singolare, abbiamo sentito più il dovere che il semplice desiderio di abbinare l'immagine del personaggio protagonista a quello in carne ed ossa, tratto dalla serie-madre. Non è un semplice vezzo dettato dall'intento di sottolinearne le somiglianze, ma una scelta dovuta a ragioni di analisi: infatti esaminare i protagonisti della serie, si traduce nell'analisi stessa degli originali in carne ed ossa.

Curiosità tutta italiana: i doppiatori romani (che hanno doppiato una trentina degli episodi della Serie Classica e tutta la serie animata, contro i circa 50 dei doppiatori milanesi) che avevano il ruolo di Spock e Scott nei telefilm normali, ripresero sì il loro ruolo in quelli animati, ma scambiando i personaggi: la voce "animata" di Spock è infatti quella "reale" di Scott, e quella "animata" di Scott è quella "reale" di SpockLa voce "animata" di Spock è quella "reale" di Scott.

Il capitano Kirk
Voce: Andrea Lala
interpretato da William Shatner
Il capitano per antonomasia, il modello ispiratore dei comandanti d'astronave di tutte le serie successive. La sua statura di protagonista è tale da renderlo tra i più noti del piccolo schermo. Oggi chiunque, anche non appassionato di fantascienza, ha sentito nominare il suo nome da qualche parte. Lui è una sintesi mirabile tra il sentimentalismo (di McCoy) e la fredda ed asettica logica matematica (Spock) dei compagni di viaggio. La superlativa prova di William Shatner rende pressoché irripetibile un rapporto a tre che si è mantenuto intatto nel corso dei decenni dopo la prima edizione. Il suo equilibrio e la sua statura morale lo hanno reso unico nel suo genere.

I disegnatori hanno cercato di emularne i caratteri somatici, riuscendo a sufficienza nel loro intento, ma dargli l'efficacia del personaggio di Shatner sarebbe stata impresa più impossibile che difficile per qualunque genio dell'animazione. Il buon Kirk della serie animata si muove all'ombra del suo ineguagliabile "originale": chi vede la serie dopo aver visto le tre stagioni del telefilm è seriamente invitato a dimenticare gli slanci interpratativi che hanno reso memorabile il personaggio del capitano.

Tentativo coraggioso, quello degli ideatori americani, ma deve rimanere quello che è: un tentativo di imitazione

Il signor Spock
Voce: Enrico Carabelli
Interpretato da Leonard Nimoy
L'alieno dalle orecchie appuntite, il primo ufficiale scientifico della nave più efficiente della flotta. Su questo personaggio sono stati scritti fior di testi scientifici per analizzare il rapporto tra sentimento e razionalità: un altro frutto del genio creativo di Gene Roddenberry.
Ma procediamo con ordine.
Il pianeta Vulcano, di cui è originario, ha ripudiato le emozioni, colpevoli, secondo i suoi abitanti, delle più grandi brutture di cui l'essere vivente possa essere capace. Allora per eliminare gli orrori della violenza e della brama di potere basta eliminare la loro origine: il sentimento. Giusto un alieno poteva incarnare un simile personaggio, ma occorreva trovare l'attore disposto ad interpretarlo. Dopo lunghe ed inutili ricerche e proposte venne interpellato lui, Lenoard Nimoy, al quale venne chiesto di non sorridere mai. Detto così sembra un giochetto da principianti. In realtà le cose non erano così facili. Spock è solo per metà vulcaniano, l'altra sua metà è umana, visto che la madre è Amanda, andata in sposa a Sarek di Vulcano, noto ambasciatore. Allora il quadro si complicava non poco: le emozioni dovevano essere mascherate, dando l'idea di una persona caratterizzata da un universo (interiore) complesso e variopinto quasi quanto quello (esterno) che percorre la nave stellare della serie.

Allora l'interpetazione di Nimoy diventa superba considerando che il suo personaggio ha girato tutto il mondo con tanto di usanze al seguito. Per non far torto ai trekkies (di cui sopra) in lettura citiamo il suo saluto vulcaniano accompagnato dall'augurio lunga vita e prosperità (live long and prosper), la stretta vulcaniana, la fusione mentale, oltre alla frase diventata icona di elementare razionalità "logico, perfettamente logico"" oppure "interessante, molto interessante".

Le sue orecchie diventano motivo di ironia in tutta la serie, ma non sono casuali. La loro forma segue quella delle sopracciglia: sono dirette verso l'alto. Il dettaglio richiama, senza che ci si faccia troppo caso, l'acume della razionalità, la perfezione del ragionamento logico e stringente. Tutti particolari che rendono indimenticabile un personaggio che è l'elemento più interessante del trio protagonista.

Il dottor McCoy
Voce: Enzo Consoli
Non è solo l'ufficiale medico superiore a bordo della nave, è anche, e soprattutto, il terzo elemento del trio che ha reso la serie tanto celebre. Il personaggio è utilizzato saggiamente come contrappeso alla fredda e lucida razionalità del vulcaniano: romantico, sentimentale, istintivo. La serie originaria può dedicare molto più tempo al rapporto conflittuale tra i due estremi, scendendo nel dettaglio psicologico che vede insanabile il vuoto tra i due. Nei momenti più delicati della serie lo scontro è così aspro da far pensare al peggio, tanto più nei momenti di assenza dalla scena dell'equilibrato capitano Kirk.

In realtà tra i due emerge, a tratti ma senza ombra di dubbio, una stima ed un profondo rispetto che riesce a superare ogni diversità. E' la serie stessa che lotta a volto scoperto contro ogni diversità. Questa è senz'altro la prima forma di diversità.

Il tenente Uhura
Voce: Renata Biserni
La serie animata non può evidenziare i caratteri che il telefilm consente di mettere alla luce. Il primo traguardo della serie è proprio l'inserimento di una donna in un mondo essenzialmente maschile. La serie è prodotta dal 1966 al 1968: niente di più delicato di una scelta tanto azzardata come far rientrare tra i soggetti protagonisti un ufficiale donna. Il ruolo non è certo di secondo ordine: ufficiale alle telecomunicazioni, la vediamo intercettare e inviare messaggi in ogni episodio. E' l'unica componente di colore del ponte di comando, a sottolineare l'onnicomprensività della compisizione dell'equipaggio.

L'ingegnere Scott
Voce: Sandro Sardone
La sua origine scozzese è evidenziata dalla sua vena ironica e dal suo legame con le bevande alcoliche della sua terra. Non disdegna il bicchierino di scotch quando l'occasione lo consente e nella serie originale è uno tra i personaggi più caratterizzanti dell'equipaggio. La scomparsa dell'attore pochi anni orsono rende il personaggio interpretato ancor più incancellabile proprio per la sua splendida interpretazione.

L'infermiera Chapel
L'ingresso nel cast è da ricollegarsi con il legame decisamente stretto con l'ideatore, di cui era moglie nella realtà. A questa affascinante infermiera viene attribuito un interesse non indifferente per il vulcaniano, del quale sente di conoscere l'intimità dei sentimenti inespressi e che in più circostanze aiuta a riconoscerne la portata. La serie animata ne riprende qualche tratto saliente nell'episodio Il filtro di Mudd, ma per ovvie ragioni il dettaglio non può essere evidente a chi non conosce a fondo la serie di telefilm.

Il tenente Sulu
Voce: Paolo Turco
Ufficiale di rotta della nave. La serie lo ha reso noto per la sua origine evidentemente orientale, che non poteva mancare in un equipaggio multirazziale. Nella serie orginiale ha un ruolo decisamente più incisivo rispetto alla serie animata. Manca tra i componenti il signor Pavel Chekov, ma sono presenti altri personaggi usciti come dal cilindro del prestigiatore.

Il sottotenente Arex
E' un'invenzione della serie animata: non si sa nulla di preciso su questo strano ufficiale che ricorda le sembianze di E.T. con tre braccia. L'unica cosa certa è che sostituisce (o dovrebbe sostituire) il signor Chekov. Senz'altro ha ruolo di secondaria importanza.

Il tenente M'Ress
Il secondo personaggio inserito gratuitamente nell'equipaggio. Anche di questo "anomalo" personaggio, dalle sembianze feline, poco o nulla si sa. La serie non eccelle di sicuro per caratterizzazione dei personaggi che introduce. Tanto deve bastare anche se qualcuno volesse saperne di più.


LA RECENSIONE

Guerra alle diffidenze

Commentare la serie in esame sembra superfluo di fronte a tante parole e idee utilizzate per capirne i segreti e motivarne un successo tanto longevo. Eppure non è questa una valida ragione per tacerne le caratteristiche più rilevanti.

La serie televisiva, come quella animata di riflesso, ha un tema comune che sembra interessare all'ideatore e agli sceneggiatori più di ogni altro: l'equilibrio tra le diversità, la convivenza degli opposti. Attuale come non mai, questo motivo trainante è la colonna vertebrale di tutta la lunga odissea spaziale dell'Enterprise. Ogni pianeta del cosmo esplorato è l'occasione per mettere in luce un aspetto della realtà che deve essere conciliato con ideali, valori, convinzioni dell'uomo di ogni tempo. Persino l'equipaggio è composto da soggetti diversi per provenienza tra loro; il cast originale sembra studiato per proporre un problema e pospettarne la soluzione: non c'è futuro senza reciproca comprensione e accettazione dell'altro.

Razionalità e sentimento

Due personaggi, un conflitto, quasi insanabile. Abbiamo già accennato al rapporto tra McCoy e Spock in perenne dissidio tra loro. La battaglia dialettica, tuttavia, si gioca su binari piacevoli, comici, a volte persino surreali. Ma la questione di fondo rimane, tutt'altro che semplice da risolvere. Il lato razionale dell'uomo da conciliare con quello più emotivo, istintivo, sentimentale. Una conciliazione possibile solo al cinema o nelle serie televisive come questa. Nella realtà, infatti, non è facile trovare un buon capitano Kirk che trovi una bussola capace di orientare e dare la giusta direzione contemperando due sfere che convivono ma si osteggiano come la materia e l'anti-materia della serie.

Il progresso umano

Siamo in contesto di tecnologie avanzate e di alta velocità, ma la serie (in particolare quella originale) non smette di ricordare che il progresso reale, quello umano, non cammina di pari passo con quello delle macchine. L'Enterprise viaggia alla velocità della luce, gli uomini si spostano smaterializzandosi, comunicano a distanza se non telepaticamente, eppure ciò che manca agli alieni che incrociano lungo il percorso stellare è l'insieme dei valori che il capitano Kirk e compagni devono diffondere come semi nel terreno nella speranza che capitino nel posto giusto: alle orecchie dello spettatore.

La saga senza frontiere

Non è casuale il sottotitolo scelto per sintetizzare l'intera saga. Ha prevalso su altri perché ha una valenza doppia. E' una ripresa dell'introduzione storica alla sigla della serie, ma anche la sintesi degli episodi che non hanno mai termine. Questa è una tra le poche serie televisive che non conosce un finale vero. Se facciamo eccezione per i lungometraggi, che hanno ripreso temi iniziati negli episodi dell'originale, l'odissea cosmica della nave stellare non si conclude. Le tre stagioni televisive che compongono la serie degli anni 60 non rivelano nulla della conclusione della Federazione dei pianeti Uniti. Anche a questo dettaglio non di poco rilievo, si deve la longevità della produzione: ben cinque serie dopo quella iniziale ne sono piena testimonianza.

Pro e contro dell'animazione

Si è già accennato alla levatura decisamente differente delle produzioni. In questo senso la serie animata vive sotto l'ombra di un telefilm troppo ricco per poter essere trasposto in anime e soffre di un preoccupante complesso di inferiorità di fronte alla statura gigante della produzione cui si ispira.

Il risultato di questo sforzo, encomiabile ma non del tutto riuscito, è una serie che non riesce a brillare di luce propria e rischia di passare nel dimenticatoio degli scaffali di pochi fans appassionati più al nome che alla qualità in sé. I personaggi principali devono attingere per forza alle espressività dei loro "originali" in carne ed ossa, rischiando così di non essere né identici a loro, né adulti nella loro caratterizzazione. Un rischio automatico quando si riprende qualcosa di "già visto".

Peraltro, rimangono a favore della serie alcuni aspetti che sarebbe ingiusto tralasciare senza sottolineare il merito degli sceneggiatori e dei disegnatori:

  • L'animazione supera i limiti economici e i mezzi tecnologici a disposizione dei produttori del telefilm riuscendo in alcuni episodi di difficile resa nella realtà. L'allusione è agli episodi L'avventura su Terratin, in cui i protagonisti diventano minuscoli; Un pianeta subacqueo, in cui si trasformano in pesci, Universi paralleli in cui tornano indietro nel tempo.
  • La fantasia dei disegnatori può sbizzarirsi a volontà per ideare razze aliene senza bisogno di scomodare truccatori e sarti nella speranza di rendere credibili personaggi che rimangono comunque con sembianze umane.

    Ingiusto, pertanto, lasciare nel buio una serie che, per quanto breve, ha i suoi indiscutibili meriti.

    La frase memorabile

    Sarebbe interessante applicare gli schemi mentali del dottor McCoy ad un computer: il torrenziale flusso di illogicità che ne deriverebbe sarebbe assai interessante (il signor Spock)


    EPISODI

    La serie è divisa in due stagioni, ma per comodità espositiva abbiamo reso continua la numerazione dei 22 episodi che la compongono. Dove ci sono evidenti riferimenti alla serie originale, è inserita una nota dopo la sintesi dell'episodio.

    1° episodio: Oltre la più lontana stella

    L'Enterprise viene attratta da un pianeta morto intorno al quale orbita da 600 milioni di anni una nave spaziale il cui equipaggio si è autodistrutto per evitare di spargere un pericolose essere di pura energia. Il capitano Kirk scopre il segreto della mente malvagia aliena.

    2° episodio: Viaggio a ritroso nel tempo

    Tornato da un viaggio all'indietro nel tempo, Spock si accorge di non essere riconosciuto sull'Enterprise. La colpa è di un duello affrontato in giovinezza e combattuto grazie all'aiuto di chi non ha potuto più salvarlo.
    L'episodio riprende alcune sceneggiature dagli episodi del telefilm "Uccidere per amore" e "Viaggio a Babel".

    3° episodio: E' scomparso un pianeta

    Una nube di enorme dimensione e potenza ha divorato un pianeta e ora è diretta verso il successivo, sotto il comando di Bob Wesley. L'Enterprise, prigioniera della nube, non ha altra soluzione che autoesplodersi al suo interno, a meno che Spock non riesca a comunicare con essa con una fusione mentale.
    L'episodio riprende il tema già affrontato nell'episodio del telefilm "La galassia in pericolo".

    4° episodio: Il segnale di Lorelei

    Un pianeta che attira soli uomini e le cui donne assorbono completamente tutta la loro energia, fino a ucciderli. Per riuscire a liberarsene, il tenente Uhura deve assumere il comando e scendere sul pianeta per aggiustare le cose.

    5° episodio: Animaletti pericolosi

    I prolifici animaletti conosciuti nell'omonimo episodio della serie televisiva sono tornati. Stavolta sono collegati ad un'arma klingoniana che si dimostra potente e temibile ma che assorbe troppa energia per essere ripresa dalla Federazione.

    6° episodio: Il superstite

    Il signor Winston pare sopravvissuto al disastro di decenni prima in cui perse la vita tutto il suo equipaggio. In realtà il vendoriano che lo ha soccorso prima della morte ha preso le sue sembianze ed ora collabora con i klingon. Serve l'abilità del capitano Kirk per sistemare le cose.

    7° episodio: Il tocco vulcanico

    Sul pianeta Phylos, abitato da piante intelligenti, il comandante Keniclius V ha catturato Spock e si è impadronito della sua essenza. Il suo sogno di creare una razza superiore si infrange contro le capacità persuasive del capitano Kirk.
    L'episodio è stato scritto da Walter Koenig, l'interprete reale di Chekov

    8° episodio: Le magie di Megas-Tu

    L'Enterprise viene attratta con poteri magici sul pianeta Megas-Tu dove l'equipaggio viene processato per la malvagità della razza umana. Lucien, antico alieno abitante della terra riesce a dimostrare alla sua gente che gli esseri umani sono capaci di buoni sentimenti.
    L'episodio riprende le tematiche dell'episodio Lo spettro di una pistola

    9° episodio: C'era una volta su un pianeta

    Una breve vacanza dell'equipaggio. Per questo l'Enterprise ritorna sul pianeta che nella serie originaria ospitò il capitano. Stavolta il computer che realizzava i desideri degli uomini è guasto e per convincerlo a tornare "buono" serve tutta l'astuzia dell'equipaggio.
    L'episodio fa chiari riferimenti all'originario Licenza di sbarco

    10° episodio: Il filtro di Mudd

    Torna il truffatore della galassia: Harry Mudd. Fuggito dalla cura di riabilitazione cui era stato condannato nella serie originale, riesce ora a far scatenare le passioni amorose dell'equipaggio dell'Enterprise. I guai finiscono solo quando si rimedia al potente effetto dei filtri.
    Harry Mudd è stato ospitato in due episodi della Serie Classica:: "Il filtro di Venere" e "Io, Mudd"

    11° episodio: L'avventura su Terratin

    L'unica difesa che rimane agli abitanti del pianeta Terratin è una fonte di radiazioni che rimpicciolisce i corpi. In assenza di comunicazioni, l'equipaggio dell'Enterprise viene ridotto per riuscire a rivolgere al capitano un appello di soccorso e portare in salvo tutta la gente del pianeta.

    12° episodio: La trappola del tempo

    L'Enterprise rimane intrappolata in una sacca temporale dell'universo nella zona detta Delta. Il popolo che vive all'interno della zona è rassegnato a restarvi senza uscirne. Il capitano Kirk deve collaborare con la nave Klingon per uscirne

    13° episodio: Pianeta subacqueo

    La missione dell'equipaggio è di capire il motivo degli sconvolgimenti tellurici che hanno portato il pianeta Aquarium ad essere sommerso dalle acque. Nel tentativo di scoprirne il mistero Kirk e Spock vengono tramutati in pesci e devono riuscire a tornare al loro posto.

    14° episodio: L'arma degli Slavers

    Il popolo degli Slavers, scomparso un milione di anni fa, ha lasciato un cubo contenente armi avanzate che la federazione vuole custodire. Purtroppo, però, prima di lei è arrivata la nave degli Kzinti, pirati spaziali che hanno intenzione di impadronirsene. Spock, Sulu e Uhura devono riuscire ad evitare il peggio.

    15° episodio: Con gli occhi dello spettatore (Vai allo spezzone)

    Una squadra scientifica si è dispersa su un pianeta artificiale. L'Enterprise deve scoprire cosa sia accaduto e lo fa scendendo nello zoo dove sono rinchiusi altri membri della federazione. Gli esseri che lo popolano sono dotati di intelligenza superiore e osservano le loro menti. La libertà arriverà solo con la comunicazione.
    L'episodio riprende i temi già trattati nell'episodio pilota della serie originaria: Lo zoo di Talos

    16° episodio: Guerra santa

    L'anima di Alar è stata trafugata e per evitare una guerra interplanetaria viene costituita una spedizione di cui fanno parte anche Kirk e Spock. Il pianeta su cui è stata nascosta è attivo geologicamente e serve tutta l'abilità dei membri per recuperare la preziosa anima.

    17° episodio: I pirati di Orione

    L'epidemia che ha colpito l'equipaggio dell'Enterprise ha contagiato anche Spock ma per lui il pericolo è mortale a causa del rame presente nel suo plasma sanguigno. Per salvarlo serve la strobolina, una sostanza caduta nelle mani dei pirati di Orione, che hanno saccheggiato la nave federale incaricata del trasporto.

    18° episodio: Il comandante Bem (Vai allo spezzone)

    Il nuovo arrivato Pandroniano, il comandante Bem vuole unirsi alla spedizione che deve visitare e classificare il pianeta inesplorato su cui vive una popolazione di rettili guidata da una creatura di pura energia che li protegge. Il comportamento del pandroniano mette a repentaglio la missione e la vita dell'intero drappello.

    19° episodio: L'aurora che uccide

    Un'epidemia sterminò centinaia di Dramiani diciannove anni prima, quando il dottor McCoy era in servizio sul pianeta. Ora il dottore è accusato di sterminio di massa e deve essere processato. Inizia la lunga corsa nel tentativo di provare la sua innocenza e l'Enterprise viene contagiata dallo stesso virus.

    20° episodio: Il computer si diverte

    Un campo di forza spaziale manda in tilt il computer di bordo che sembra essere impazzito e semina scherzi irritanti in tutta la nave. Se non bastasse una nave romulana accusa l'Enterprise di aver violato la zona neutrale. Solo recuperando il computer di bordo si potrà risolvere ogni problema.

    21° episodio: E' più tagliente del morso di un serpente..

    Dopo millenni di attesa un drago blocca l'astronave Enterprise: si tratta di Kukul Kan, antico dio Maya che vuole riportare l'equipaggio della nave agli antichi miti della Terra. Il suo pianeta è colmo di bestie domate e rese innocue dal potere del dio, ma al capitano Kirk la quiete del silenzio senza anima non può piacere.
    L'episodio rievoca i temi toccati dall'episodio "Dominati da Apollo"; i puntini di sospensione del titolo ne sono parte integrante (grazie alla segnalazione dello Star trek Italian Club)

    22° episodio: Universi paralleli (Vai allo spezzone)

    L'Enterprise si ritrova trascinata in una supernova da una navicella che punta dritta ad una supernova. Quella stella è un ponte di passaggio in un universo parallelo dove tutto si muove al contrario. Così l'equipaggio torna indietro nel tempo fino a diventare di nuovo giovane. Ci vorrà l'esperienza del commodoro Robert April, ormai vicino al pensionamento per riportare a casa l'equipaggio.


    Rivediamoli insieme

    La serie è ricca emotivamente. Difficile la selezione dei momenti più significativi. La scelta è caduta su quelli essenziali.

    Con gli occhi dello spettatore


    Dentro la scena

    Esseri simili a gigantesche lumache comunicano telepaticamente tra loro tenendo prigionieri i membri dell'equipaggio.

    Il comandante Bem


    Dentro la scena

    La creatura che parla con il capitano ricorda vagamente quella del compagno della serie originale.

    Universi paralleli


    Dentro la scena

    Oltre ad essere l'episodio con cui la serie si chiude è anche uno tra i più belli.


    Bello ma impossibile

    Anche le serie leggendarie come questa contengono incongruenze che potrebbero essere corrette:

  • Il capitano Kirk si rivolge al dottor McCoy dandogli del lei nei primi episodi e del tu nel corso della serie;
  • Ovunque vadano, gli esseri umani parlano senza difficoltà con qualunque razza aliena, mentre sulla nave devono servirsi del traduttore universale.
  • Quando tornano indietro nel tempo diventando bambini, giustamente i personaggi non sanno come pilotare gli strumenti di bordo, ma riconoscono i loro colleghi di equipaggio sebbene non dovrebbero sapere nemmeno i loro nomi;
  • Quando deve liberare McCoy per riportarlo sulla nave, Spock si teletrasporta sul pianeta e deve eliminare solo una sentinella della prigione. La sua presenza passa totalmente inosservata nonostante il dottore sia in carcere per omicidio.