Orgasmo Song
di Fabio Casagrande Napolin


Per "orgasmo song" si definisce un sottofilone della canzone sexy, emulo della celebre Je t'aime... moi non plus, sua cover, parodia o comunque ad essa ispirato e comprende solamente quelle canzoni sexy dove si mima un coito a due voci. Non vanno infatti comprese in questo sottogenere tutte quelle canzoni sexy fatte di sussurri e mugolii, cantate da complete sconosciute dalla voce erotizzante o da celebri dive dell'hard (da Cicciolina a Eva Henger).

Ecco come il nostro amico Fabio Casagrande Napolin presenta la sua monografia: "Questo particolare intrigante filone mi ha da sempre particolarmente colpito, non tanto per il suo lato discutibilmente erotizzante ai giorni nostri, quanto per la sua involontaria comicità, soprattutto nelle sue emulazioni. Numerose chicche di questo tipo mi sono comparse miracolosamente tra le mani nelle mie peregrinazioni tra mercatini dell'usato e robivecchi, e dopo tanta ricerca penso sia giusto e sia giunto il momento di cercare di tracciare una breve storia della orgasmo song."


LA PRIMA ONDATA: GLI ANNI SESSANTA
Nel 1967 Serge Gainsbourg compone la canzone Je t'aime... moi non plus, originalmente concepita per essere cantata in compagnia di Brigitte Bardot. Gainsbourg assieme a Brigitte, infatti, la incide, ma... all'ultimo momento la bella BB si oppone alla sua pubblicazione e il nastro rimane ad ammuffire negli archivi: il pezzo vedrà finalmente la luce (rimasterizzato e a occhio pure remixato) una ventina d'anni più tardi, nel 1986 ma riportando sull'etichetta la data 1967, su 7" Philips, perché BB ne darà finalmente il consenso. Altre versioni vogliono invece che sia Jane Birkin, moglie gelosa, ad impedirne la pubblicazione e a registrare nuovamente il pezzo sostituendosi alla ben più nota BB o che sia lo stesso Gainsbourg a decidere di incidere e pubblicare un'altra versione perché la Birkin ne avrebbe dato una interpretazione più "virginale" (e sicuramente più calda) di quella della Bardot. La Bardot infatti nella sua interpretazione è un tantino algida: non traspare dalla canzone un vero trasporto sensuale tra i due protagonisti e il tutto alla fin fine ha lo stesso sapore di un esercizio ginnico. Molto più affascinante il retro Bonny and Clyde.

In ogni caso Gainsbourg registra nuovamente il pezzo nel '69 con Jane Birkin, attrice francese che ha avuto il suo momento di gloria partecipando (undressed) al film-evento Blow up di Michelangelo Antonioni e che darà a Gainsbourg la figlia Charlotte. È subito scandalo e, di conseguenza, successo internazionale. Da subito, come era tradizione all'epoca, fioriscono decine di versioni non originali o di cover del pezzo, per lo più strumentali (tra i tanti il celebre Fausto Papetti, che ne eseguirà ben due versioni), e comincia ad apparire anche qualche timida emulazione: dischi per lo più romantici che presentano un dialogo tra un uomo e una donna ricco di sottilissime allusioni e ammiccamenti, ma che sono ben lungi dal testo esplicito dell'originale francese ("io vado e vengo tra le tue reni" non lascia molto all'immaginazione…).

Ecco così apparire, a poca distanza di uscita dall'originale, la prima cover italiana del pezzo, ad opera di Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, con il titolo Ti Amo... ed io di più. L'adattamento del testo, ad opera di Daiano, è ridicolmente puritano rispetto all'originale, un trionfo di eufemismi e arrampicate sugli specchi pur di non dire esplicitamente di che cosa si sta parlando: "tu vieni e tu vai dentro gli occhi miei..." (???) "io vado, ma poi ritorno, da te, sempre da te..." (!!!). Tuttavia l'interpretazione dei due attori, assieme nella vita (ma non sposati) come sul palcoscenico, così come lo erano Jane Birkin e Serge Gainsbourg, e quindi perfetti per indossare i panni della coppia, è a dir poco sublime, incredibilmente nella parte anche più degli interpreti francesi, tanto che il brano entra subito in classifica. Insomma un capolavoro. E del capolavoro non può che spuntarne la versione taroccata: a cantarla è una tale Brigitte (forse in omaggio alla Bardot, interprete originale del brano?), che la esegue con lo stesso trasporto che potrebbero dimostrare i doppiatori di un film porno, in compagnia per altro di un benemerito sconosciuto, rendendo più che palpabile il profondo ridicolo del testo di Daiano, che, almeno, Albertazzi e la Proclemer, avevano saputo magistralmente adombrare con la loro interpretazione sussurrata. Il disco, uscito in omaggio con la rivista King, splendido magazine erotico di quegli anni, presenta un'interessante b-side: Incontro, composta da Lumni, un loungissimo pezzo strumentale eseguito con un sintetizzatore analogico. Questa versione di Je t'aime fu poi ristampata, nel 1976, dalla UP - Superstereo International, nella raccolta di sexy-tarocchi, oggi di discreta facile reperibilità, Le canzoni proibite, nella quale figurano cose come Love to love you baby o Histoire d'O, tutte rigorosamente in versione non originale.

Interessante poi, tra le tante versioni italiane, quella strumentale eseguita dai The Communicatives, bella anche se un po' "scarna" mancando del testo, tuttavia decisamente psichedelica: i Communicatives, che immaginiamo gruppo beat di provincia, ci mettono molta foga con chitarre, hammond e soprattutto batteria. Una fanciulla canticchia e sghignazza seguendo le note della melodia… Sul lato B Ricordati ragazza è molto più interessante: canzone "parlata" dove un lui si rivolge ad una lei in modo risibilmente romantico, sullo sfondo di una musichetta esotica stile Santo & Johnny, eseguita con chitarrina slide awaiian style: "ricordati ragazza, ricordati quel giorno che ti ho chiesto di stare con me… Non pioveva, non eravamo annoiati e… non era sabato! Ricordati ragazza, ricordati quel giorno che ti ho chiesto di stare con me, ricordatelo quando tutto va per il meglio." Mah?!

Nel 1970 è Giorgio Albertazzi in compagnia di Penny Brown a riprovarci con Miraggio d'estate, che compone egli stesso coadiuvato da Franco Micalizzi. Questi sono anni difficili: l'ombelico della Carrà viene scandalosamente scoperto nello stesso anno ma la rivoluzione sessuale è solo al principio, bisognerà infatti aspettare ancora qualche anno per poter godere esplicitamente il sesso sui dischi, anche se già l'educazione sessuale ha cominciato a farsi strada nella coscienza collettiva degli italiani, diventando argomento di discussione, ma ancora frammenti di medioevo ostacolano la strada anche agli autori di dischi e così siamo ancora al "sussurrato romanticismo", tanto da mettere in discussione l'appartenenza di questo disco al filone dell'orgasmo song (eminenti studiosi stanno tuttora dibattendo a tal proposito…). Tuttavia Albertazzi nella parte del lumacone è irresistibile: "il sole sta girando, l'ombra è lì a due passi, ho il corpo rovente in un corpo di sabbia (…) amore, amore, amore, biondo amore… (…) ah, nel giallo degli occhiali ti vedo tutta d'oro", e via delirando. Lei ride e la immaginiamo congelata in un'istantanea contro luce sulla spiaggia con in dosso soltanto una camicia indiana che salta con i capelli al vento…

Una band di cui non so altro che il nome, i Sounds Nice, ne esegue una personalissima versione intitolata Love at first sight: e contenuta nell'album omonimo del 1970. Pressappoco nello stesso periodo anche Andrea Giordana salta il fosso, tenendo stretta per mano Marisa Salinas, e si esibisce in una ridicolissima L'estasi di A. Stula - E. Monti. Siamo vicinissimi al plagio di Je t'aime: musiche e testi sono talmente simili all'originale di Gainsbourg da far accapponare la pelle! "Amami, ohhhh, amami…", suggerisce lei, "Sì, ti amo", risponde lui con la freddezza glaciale di un impiegato del catasto. Il resto è addirittura "cantato", steccando spaventosamente… Copertina così tipicamente figlia dell'epoca "figli dei fiori" (scusate il gioco di parole) da ritrarli coloratissimi in un "tondo" azzurro…


IL FILM E GLI ANNI SETTANTA
L'effetto dirompente provocato da Je t'aime original version dura un paio d'anni, durante i quali vengono prodotte le prime emulazioni e numerose cover, ma occorre servirci del Tardis del Dr. Who per effettuare un salto temporale fino al 1975 e ritrovarci così nuovamente in balia della Je t'aime-mania: Serge Gainsbourg dirige la stessa Birkin nel film erotico Je t'aime… moi non plus, ispirato ovviamente alla canzone, che viene ristampata come singolo con differente b-side rispetto all'originale. Il film, accanto a Jane Birkin nell'ambigua parte di Johnny, vede il celebre Joe D'Alessandro, attore feticcio di Andy Warhol, qui nella parte del camionista Krassky.

Il primo effetto che sortisce l'uscita della pellicola è quello di un'invenzione straordinaria, ad opera di G. Giomarelli che compone, nel 1976, il brano La prima volta, affidandone l'interpretazione ad Andrea e Nicole, e questo ha l'effetto di rivitalizzare il genere musicale, che vede il fiorire, grazie al genio creativo di alcuni grandi del calibro di Timothy, Toni Santagata o Benito Urgu, un vero e proprio nuovo filone che si separa dalla semplice cover del pezzo originale, incominciando, con un'inventiva solo italiana, a produrne emuli in tutte le salse: dall'ammucchiata alla versione gay!

Il pezzo, che non è altro che la stessa salsa di Je t'aime, soltanto in una versione carica di pudore e inibizioni, dove un lui spavaldo e irruente ha a che fare con una lei timida e vergine: molto probabilmente i due sono alla loro prima notte di nozze e il tutto ha un che di velatamente canonico, tanto che la versione strumentale sul lato B è eseguita dai Beati Paoli (!). Ciononostante, a causa di una pesante censura della Rai, il pezzo, pur raggiungendo la vetta delle hit parade, non verrà mai trasmesso in radio! In effetti il disco è uno tra i più facilmente reperibili del filone nel mercato dell'usato e il suo successo si è trascinato nel tempo tanto che Vasco Mirandola, in compagnia femminile non meglio identificata, ne ha eseguito recentemente una sorta di cover caricaturale a Zelig, utilizzando come base l'adattissima Le vent de l'amour di Jean-Pierre Posit!

Ovviamente si diffonde anche la versione taroccata, ad opera dei The Lovers (il nome richiama, forse volutamente, quello dei Lovelets, responsabili di uno dei tarocchi più diffusi della colonna sonora del film Emmanuelle, piacevole composizione di Pierre Bachelet), e siamo ormai al "chi copia chi"! Questa cover, per altro, è fatta con una mancanza di talento incredibilmente ardita: i due che la recitano risultano gli interpreti meno nella parte di tutti quelli sentiti finora! Il pezzo lo possiamo ritrovare nella raccolta Le canzoni proibite, già citata in precedenza, che raccoglie vari brani che hanno avuto problemi con la censura, compresa una cover di Nuda, cantata originalmente da Mina e censurata anch'essa per la sua eccessiva spregiudicatezza!

Nel triennio successivo l'orgasmo song esplode ed escono una dietro l'altra nuove emulazioni e le prime parodie. Nel 1977 Benito Urgu, comico sardo riapparso di recente nella parte del pastore nella pubblicità della Ford Ka, se ne esce con Sexy Fonni (Fonni è il suo paese d'origine), dove è alle prese con una francesina con la quale ha un'infuocata storia d'amore! Ma questo non è che l'inizio: nel 1978 ci riproverà con Mon cheri Fonni: sequel della precedente "saga" incominciata con Sexy Fonni e decisamente più avvincente, ci mostra Urgu che, ritornato nella sua terra natia, rimpiange le grazie della bella donna d'oltralpe a lui concessasi. Lei si manifesta tramite una lettera e lui si consola con una... pecorella! Splendidi i fraintendimenti: "Cheri Fonni" diventa "sceriffo" e "Mon cheri" diviene "moscerino", per non parlare di "je t'aime" a cui lui risponde "non ttemmere, non c'è niente da ttemmere!"... Strepitoso! Infine, nel 1979, eccolo alle prese con la versione più grottesca: Filodiffusione. Ultima delle grandi parodie della orgasmo song, che sul finire del decennio come per incanto svaniscono nel nulla e che chiude la serie con dignità. Qui Urgu è alle prese con una storia mooolto ambigua, forse rifacendosi a Due di Timothy e Luca, infatti lui si trova a doversi destreggiare in una situazione dai contorni molto foschi con un uomo dalla parlata vagamente scheccante! Il lungo dialogo lascia ampio spazio alle interpretazioni più maliziose, ma nel finale a sorpresa ci viene svelato l'arcano: Urgu è andato dal dentista e il lamenti che si sentivano erano dovuti al suo dente cariato! I tre brani sono scritti da G. Medas e dallo stesso Urgu e stampati su dischi CGD, eccetto il primo, pubblicato dalla Derby.

Sempre nel 1977 un'altra grande parodia è messa in atto da Gino Bramieri, su dischi Skorpion. In Motel, di Bramieri - Celli - Roferri, lui è il garçon di un Motel e deve entrare in una stanza per informare la signora che vi risiede che ha lasciato i fari accesi della macchina, è buio ed egli viene accolto da sospiri e mugolii, ma nel finale si scopre che tutto non era altro che "un disco sexy di quelli birichini"!

Ancora nel 1977 iniziano le variazioni, esce infatti la splendida Viens… di Meo - Bodin - Conrado - Verrecchia, stampato su dischi EMI - Pathé, così come su dischi EMI - Odeon uscì La prima volta. Viens… eseguito da Virginie et Barbara rappresenta la situazione ultra-lesbo, una delle migliori e più involontariamente comiche di tutta la serie. Come nella migliore tradizione dell'erotico casereccio, le due pupe sono rimaste sole dopo una festa, fuori fa freddo ("guarda come soffia il vento fuori") e così si tengono compagnia. La più esperta e smaliziata, già navigata seduttrice e consumata conoscitrice di giochi saffici, inizia la seconda, che ha da poco rotto con il fidanzato... Frase cult: "Il tuo fiore sulle mie labbra... il tuo sapore sulla mia bocca..."! Hahahaha!!! Splendido!

Se calano le cover di Je t'aime a favore di emuli e parodie, ci pensa ben Donna Summer, nel 1978, a riportarci alla memoria il capolavoro di Gainsbourg, con la sua cover di oltre un quarto d'ora (!) contenuta nella colonna sonora del film Grazie a Dio è venerdì, uno dei disco-movie nati per omaggiare la "febbre del sabato sera" che lanciava la gioventù di mezzo mondo sulle piste da ballo al ritmo della sfrenata discomusic in voga all'epoca.

Altra cover "disco" viene realizzata dai Saint Tropez, stampata in America pressappoco negli stessi anni della versione di Donna Summer dalla Butterfly Records e in Italia dalla Baby Records (etichetta milanese prodiga di trash!). Trascurabile dal punto di vista "orgasmatico", ma non certo da quello del kitsch nel quale sprofonda senza ritegno!

Anche Toni Santagata, autore di hit quali Lu maritiello o la calcistica Squadra grande, compone nel 1978 la sua parodia della orgasmo song, in versione… barese! Peppi' io te emo... facciamo come fanno in Isvezia: io ti prepero un energetico zabaione e tu mi dai due o tre frustete..."!!! Eccezionale!!! Da scompisciarsi dalle risate. Si potrebbe obiettare che a questo brano manca una dote fondamentale per essere considerato una orgasmo song: la presenza di due voci. Ma il grande Toni Santagata qui riesce a dividersi virtualmente tra i due ruoli di lui/lei, prendendo in giro in modo divertentissimo il genere del coito mimato musicale! Il pezzo è il retro di un'altra magica parodia: I love the punk (Ai, lavete punk), sfottò dello spaghetti-punk, genere che partorì capolavori come Punk Rock degli Incesti, Contessa e Col dito che fai dei Decibel (la band di Enrico Ruggeri), O.K. prendimi di Judy Karol, e via dicendo.

Timothy (nome dietro al quale suppongo si nasconda uno dei due compositori di tutti i suoi pezzi: L. Telli o T. Fonsi) rappresenta, invece, un caso insolitamente straordinario di dedizione all'orgasmo song! Ignoro se esista un intero album di sue opere, tuttavia la cosa sarebbe abbastanza plausibile se esistono album di Urgu per la CGD, ma esistono almeno un paio di 45 giri straordinari a dimostrazione del suo virtuosismo e del suo stacanovismo orgasmatico! A sbalordire maggiormente è la sua fantasia in fatto di variazioni erotiche: nel 1978 incide come Timothy e Sarah Tre in amore, la versione ammucchiata: lei, lui e l'altra, cioè l'amica della fidanzata Claudia, appunto, Sarah. Ed è proprio la sua compagna a fargli conoscere, anzi, a mettergli nel letto l'amica, salvo poi fare la scenata di gelosia… Come Timothy e Luca, nel 1979, incide Due, la versione gay: stavolta è lui a fare la scenata al suo amichetto perché ha fatto le porcheriole con un altro, mentre sul lato B c'è la versione "stupro", Telli 4: Sarah rimprovera Timothy perché, mentre le facevano la festa lui stava a guardare… In epoca di rivoluzione sessuale e vetero femminismo, questo e altro!


LA NUOVA ONDATA: GLI ANNI NOVANTA
Sappiamo bene come gli anni novanta siano stati anni difficili musicalmente parlando e non solo: poca fantasia, poca creatività in tutti i generi, e… molti ripescaggi e revival. Quasi parte integrante del revival lounge, la riscoperta, anche in seguito alla sua morte, di Serge Gainsbourg porta con se i germi di un'ineluttabile rivalutazione del suo brano più celebre, Je t'aime (tuttavia Gainsbourg ha composto molte altre cose altrettanto interessanti!). Ma la cosa più curiosa è la riscoperta dell'orgasmo song per antonomasia da parte della musica alternativa.

Già nell'86 Genesis P. Orridge, che si può considerare il padre della scena industrial, incide su etichetta Sub Rosa con The Angels of Light la sua personale versione del brano, che nell'89 verrà ristampata (e rimixata in più versioni: Sub Rosa mix, Menstrual mix e Lucifer mix) a nome Mistress Mix (ovvero la moglie Paula P. Orridge) and Psychic TV su etichetta Temple Records. Il brano sarà infine compreso in una raccolta di singoli degli anni novanta degli Psychic TV. Nel 1993 è Barry Adamson a cantarne una cover (un po' scialba) nel suo album The negro inside me. Mentre nel 1995 sarà Judge Dread, corpulento rapper morto d'infarto durante un concerto, a farne una celebre versione ragga-muffin. Sempre nel 1995 Nick Cave e Anita Lane ne incidono la versione dark in inglese: I love you… nor do I. Prima incisa come CD single, poi inclusa nella raccolta dei duetti di Nick Cave e nell'album del 1997 di Mick Harvey Pink Elephants.

Altra versione gothicheggiante, realizzata nel 1998, sembra essere quella della band underground Ann Hell, contenuta nell'album The butterfly experiment, una raccolta di cover di celebri brani dark. Mentre il pezzo di Manu Chao intitolato Je t'aime, moi non plus non ha nulla a che fare con la composizione di S. Gainsbourg, sono molti altri i nomi a lanciarsi in una qualche sgangerata cover dello stesso brano: Zohra & Ann Ceurvels, Lara Fabian, Dzihan Camien, Pet Shop Boys (a quanto pare la band inglese, ne ha registrata una versione, b-side del singolo Silver Age, inciso per la colonna sonora del remake di Psycho di Gus Van Zandt), Core (sembra abbiano inciso una cover del pezzo nel loro album Not your size), Jo Leemans (una cantante olandese che ne ha eseguita una versione assieme a Jeff Cassiers, ma questa a quanto pare è in realtà una cover della versione che fece Fernandel in Francia: una parodia?) e persino Madonna starebbe lavorando a una cover in omaggio al compositore francese!


DISCOGRAFIA ESSENZIALE
  • Serge Gainsbourg & Jane Birkin Je t'aime… moi non plus/Jane B., Fontana 1968, 7"
  • Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer Ti amo… ed io di più, Carosello 1968, 7"
  • Brigitte Ti amo... ed io di più/Incontro, King 1968, 7" allegato alla rivista King
  • Andrea Giordana e Marisa Salinas L'estasi, Disco CDB, 7"
  • The Communicatives Je t'aime… moi non plus/Ricordati ragazza, Durium 1969, 7"
  • Giorgio Albertazzi e Penny Brown Miraggio d'estate, Carosello 1970, 7"
  • Serge Gainsbourg & Jane Birkin Je t'aime… moi non plus/Joe Banjo, Philips 1975, 7"
  • Andrea e Nicole La prima volta, EMI - Odeon 1976. 7"
  • AA.VV. Le canzoni proibite, UP - Superstereo International 1976, LP
  • Benito Urgu Sexy Fonni/Il gallo è morto, Derby 1977, 7"
  • Gino Bramieri Motel/E per assurdo… amore, Skorpion 1977, 7"
  • Virginie et Barbara Viens…, EMI - Pathé 1977, 7"
  • Benito Urgu Mon cheri Fonni/La porsea, CGD 1978, 7"
  • AA.VV. Thanks to God it's friday OST, 1978, LP/CD
  • Timothy e Sarah Tre in amore, Fontana 1978, 7"
  • Toni Santagata I love the punk (ai, lavete punk)/UFO Sexo, Carosello 1978, 7"
  • Saint Tropez Je t'aime/On a rien a perdre, Baby Records, 7"
  • Tiothy e Luca Due/Timothy e Sarah Telli 4, Fontana 1979, 7"
  • Benito Urgu Filodiffusione/Sardinia little America, CGD 1979, 7"
  • Serge Gainsbourg & Brigitte Bardot Je t'aime, moi non plus/Bonny & Clyde, Philips 1986, 7"
  • Genesis P. Orridge & the Angels of Light Je t'aime, Sub Rosa 1986, 12"
  • Nick Cave & Anita Lane I love you… nor do I, 1995, CD-single
  • Mick Harvey Pink Elephants, 1997, CD
Fabio Casagrande Napolin