VADO VIA
(di E.Riccardi / L.Albertelli)

  • Anno: 1973
  • Altri titoli:
  • Interpreti: Drupi

  • HitParade: -
  • Chart annuale: -

  • Altri interpreti: Dalida, Osmosis, Tony Christie
  • Giampiero Anelli non è stato baciato dalla fortuna improvvisamente. Dai quindici ai venticinque anni ha fatto la gavetta nei localini, prima come lead vocal di gruppi beat provinciali, poi come orchestrale di Marino Marini, che dopo i tempi d'oro del suo successo suonava nei night di periferia. Una vita sicuramente dura. Suonare fino alle quattro del mattino e il giorno dopo lavorare in una pompa di benzina o come idraulico non doveva essere propriamente una passeggiata. Il tutto per mantenere moglie e figlio.
    Poi la chance che una casa discografica pare dargli, l'Ariston, per la quale incide un singolo come "Drupi E Le Calamite", il complesso che lo accompagna nelle serate. Con la riedizione di Tu non mi lascerai non succede nulla.

    Finalmente Riccardi ed Albertelli lo portano alla Ricordi e gli fanno incidere Vado via, mandandolo a Sanremo in una delle più squallide edizioni del Festival in assoluto, quella del 1973.
    C'è da dire che gli italiani non ebbero nemmeno la possibilità di vederlo: le prime due serate non venivano più trasmesse dalla tv perché non abbastanza appetibili dal punto di vista dell'audience (all'epoca indice di gradimento).
    Così Drupi vende del suo disco settantamila copie fino a ottobre, e nel resto del mondo qualcosa come due milioni!
    In Francia, dove lo hanno "scoperto" e dove il disco ha sbancato, lo chiamano Drupì (con l'accento sulla i). La sua canzone è vendutissima anche in Inghilterra, ed entra in classifica anche in America, sebbene all'86esimo posto. Però a quel tempo, per entrare in una classifica discografica di un paese come gli USA tra la 75esima e la centesima posizione dovevi vendere perlomeno 350 mila copie. Una cifra notevole. Nel periodo marzo-aprile 1974 entra tra i dischi più venduti anche in Spagna e in Olanda.
    La canzone è sempre quella, Vado via, con la quale fu davvero mandato via a fuga di cane in quel Sanremo 1973. La sua voce roca e non addomesticata, le sue venature soul e l'arrangiamento veramente agli antipodi rispetto al gusto e alla tradizione melodica italiana sono piaciuti all'estero, tanto da creare un "caso", un successo senza alcuno sforzo promozionale se non la programmazione radiofonica spontanea, basata sulle richieste e sul gradimento del pubblico. E siccome noi siamo stramaledettamente ammalati di esterofilia, accogliamo questo ragazzone pavese dalla faccia da indiano da film western a braccia aperte dopo circa un anno di esilio.

    Quando mai un cantante italiano era riuscito ad imporre una canzone in lingua originale in paesi di lingua anglosassone? Bisogna tornare indietro ai tempi di Domenico Modugno. Ma all'epoca di Modugno ancora non esisteva una trasmissione come Top Of The Pops, alla quale Drupi partecipa in Inghilterra insieme a Paul McCartney, tanto per fare un nome, e dove puoi andare solo se il tuo disco ha buone probabilità di imporsi.
    Una volta passato da lì puoi stare tranquillo che la tua canzone è un successo. Ma Drupi ci va con la naturalezza tipica del personaggio, come se stesse cantando in una balera di Casteggio. Ora Vado via viene incisa anche da Dalida per il mercato francese, e comunque non ottiene lo stesso successo dell'interprete originale. Viene cantata in inglese da Tony Christie con il titolo di Words Are Impossible e lanciata addirittura in Sudafrica e Australia dagli Osmosis con un altro testo, come She (Didn't Even Remember My Name). Il tutto dando ragione al vecchio proverbio e luogo comune "nessuno è profeta in patria".

    (Christian Calabrese)