Il Tulipano nero: in difesa degli oppressi
di Valerio

Titolo originale
Anno di uscita (in Italia)
Ideatori
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Sigla


 

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NOTE DI COSTUME

Una Rivoluzione, due cartoni

Nessun evento storico, a memoria di "cartofilo", può vantare due serie televisive al pari della Rivoluzione francese. Per i pochi che si chiedessero di cosa si stia parlando, citiamo i titoli originali degli anime cui si fa riferimento: La Seine no hoshi (questa) e Versailles no Bara (Lady Oscar). La ragione di tanta attenzione per questo evento non ha bisogno di grandi spiegazioni: azione, valori, sentimento, condizioni sociali, ogni virgola e accento della storia di questo tumultuoso evento può rappresentare oggetto di racconto, d approfondimento ed è occasione per ricamarci, in maniera più o meno artistica, una vicenda eroica attorno.

La Stella della Senna...in attesa di Lady Oscar

A vedere le date di edizione italiana non si sarebbe detto (1982 per madamigella Oscar, 1984 per La Stella della Senna), eppure nella cronologia degli eventi televisivi questa serie precede e non segue Lady Oscar. In Giappone La Seine no hoshi esce nel 1975, Versailles no Bara nel 1979: il "ritardo" è dovuto a motivi di copyright. L'autrice del fumetto omonimo di Lady Oscar, Riyoko Ikeda, deteneva i diritti sulla vicenda e prima di produrre la serie televisiva omonima passò del tempo. Per Il Tulipano Nero le cose erano diverse, venne utilizzata come serie anticipatrice della più attesa sua "consorella" e pubblicata tempo prima. Per l'esportazione europea passò un po' di tempo. Infatti si attese l'uscita della tanto celebrata Versailles no Bara per commercializzarla, e così sugli schermi nostrani Simone Lorène è arrivata inseguendo la popolarità enorme di Oscar François De Jaryajes che in patria (il Giappone, si intende) non ottenne troppo seguito. Così ci troviamo a date invertite e ci tocca ricostruire una cronologia disordinata sia per ragioni di costume che per motivi commerciali.

Lady Oscar e il Tulipano Nero: cartoni a confronto


Le due facce della stessa Rivoluzione

Con Lady Oscar si segue l'evento storico dal punto di vista aristocratico. Si vivono le vicende di corte molto da vicino. Si conoscono intrighi e complotti che svelano i retroscena di una realtà molto più complessa di quanto possa a prima vista sembrare. Non ci sono "sorprese" nelle origini della protagonista, non c'è nulla da scoprire, c'è solo da seguire le vicende già scritte della Rivoluzione.

Il Tulipano Nero nasce essenzialmente come serie "popolare". Sin dai primi episodi si è proiettati nel mondo contadino di una Parigi che soffre e si lamenta già dal primo episodio. Non conosciamo quasi nulla della nobiltà se non nella parte finale, quando gli eventi precipitano e Simone viene a conoscere per intero la verità sul suo passato.

I caratteri dei personaggi

Per motivi consequenziali anche la caratterizzazione dei personaggi è notevolmente differente. Alcuni personaggi sono comuni ad entrambe le produzioni: i sovrani, ovviamente, non possono mancare. Ritroviamo un conte di Fersen che in Lady Oscar è molto più seguito e presente. Se dovessimo eseguire un metaforico fotomontaggio virtuale tra le serie in esame troveremmo per uno scherzo di sceneggiature Oscar contro la Stella della Senna. Infatti nel Tulipano Nero il ruolo di Oscar viene affidato all'ostinato Gerule. Mancano nel Tulipano Nero i rivoluzionari storici, Danton e Robespierre, ma abbiamo l'onore di vedere le traduzioni animate di due grandi quali Mozart e persino Napoleone Bonaparte, ancora semi-sconosciuto ma già geniale stratega.

Cinzia De Carolis, voce di spadaccine

Non possiamo trascurare un elemento che accomuna le due serie: la voce di entrambe le protagoniste. La De Carolis doppia a venti anni Oscar e a quasi 24 Simone. Non è un caso che per entrambe le spadaccine venga scelta una voce come la sua. Le capacità recitative della professionista esaltano le scene di azione delle due eroine di Francia, conferiscono un fascino quasi mascolino con un timbro di voce carico di coraggio e di personalità. Non dimentichiamo (vedi note di cui sopra) che in Italia Lady Oscar precedette la sua serie "cugina" di pochi anni, per cui la De Carolis si era già resa nota la pubblico dei "cartofili" con una performance superlativa, tale da regalarle una popolarità che difficilmente un doppiatore, abituato a lavorare al buio (in tutti i sensi), riesce ad ottenere. Questa professionista riuscì nell'intento di dare alla "sua" Simone Lorène un aspetto differente rispetto al personaggio già noto al pubblico, cosa non semplice, avendo alle spalle un "gigante di carta" come madamigella Oscar.

Duplice serie, duplice finale

Chiunque abbia visto (di recente, magari) le serie, sa che abbiamo due finali totalmente differenti. Non potendo agire sull'evento storico, gli sceneggiatori devono trovare un elemento-chiave che stimoli l'interesse dello spettatore. In entrambe le serie gli eventi drammatici di Francia fanno da sfondo forte a quanto narrato dalle vicende dei protagonisti.

In Lady Oscar, purtroppo per gli sceneggiatori, non c'è spazio per "giocare" sulla chiusura della serie. Possono solo limitarsi a proclamare una "conversione" alla libertà popolare, un sacrificio finale della figlia del Generale, austero papà, in nome della libertà e per la difesa degli oppressi. Se poi si inserisce anche la scomparsa dell'indimenticato André, ne esce una vicenda che non può non definirsi drammatica, sia nei suoi profili storici, sia in quelli fantastici.

Nel Tulipano Nero le carte sono sistemate in tutt'altro modo. Nessuna fatica a pensare la Stella della Senna come paladina dei poveri. Lo spettatore vi è abituato, non vive traumi. Il problema è spostato sull'incognita del rapporto Simone-Maria Antonietta e Stella della Senna-Regina di Francia. Abbiamo cioè un bell'intreccio di ruoli e di sentimenti in cui, pur senza stravolgere gli eventi storici, la protagonista si ritrova a non potersi schierare né da una parte, né dall'altra. In sostanza anche Simone, a fine serie, si ritrova un po' come Oscar a dover fronteggiare la stessa parte politica e sociale che prima appoggiava.

Colonna sonora e disegno

Ultima notazione la riserviamo agli elementi dai più definiti di "contorno", definizione poco centrata e non condivisibile. In Lady Oscar la colonna sonora e tipicamente settecentesca, con richiamo agli strumenti dell'epoca, compresi valzer e suonate che ci proiettano all'epoca di ambientazione. Senza eccedere in definizioni altisonanti, una colonna sonora di tutto rispetto.
Il disegno e l'animazione raggiungono un livello decisamente elevato. Non c'è traccia del disegno un po' rudimentale degli anni '70, il montaggio è fluido e ogni particolare è degno del nome che la serie porta.
Nel Tulipano Nero non abbiamo spunti classici nelle musiche. L'unica parentesi settecentesca la si ha durante il concerto all'Opera di Parigi, in cui il bravo Alain esegue gli spartiti di un Mozart giovanissimo (e al tempo stesso vicino alla scomparsa), e durante le feste in maschera a Palazzo Reale. Una colonna sonora quindi essenziale, senza troppi slanci emotivi.
L'animazione non raggiunge i livelli della serie "cugina". Il disegno è senz'altro meno dettagliato rispetto a quello degli anni '80, ma ciò non fa perdere di valore ad una serie di tutto rispetto.


L'AMBIENTAZIONE

Perdersi nella descrizione dell'ambientazione può sembrare un'ovvietà e una ripetizione di quanto già sintetizzato in Lady Oscar. Ma alcuni particolari arricchiranno le curiosità dei fans della serie:

  • L'età di Simone: dalle parole del conte Devaudrel apprendiamo che gli eventi oscuri della nascita della piccola protagonista risalgono a 15 anni prima. Sapere che ha solo 15 anni non ci dice quando sia nata.
  • La prima mongolfiera: i fratelli Montgolfier sperimentarono la loro invenzione nel 1783. Se Simone all'epoca ha già concluso il suo percorso di studi in convento (almeno 3 anni), questo vuol dire che la ragazza nasce nel 1765. I fatti narrati si svolgono nell'arco di tempo che va dal 1780 al 1792, epoca dell'esecuzione capitale dei sovrani di Francia. Gli antefatti invece risalgono al 1765-70.
    LA TRAMA

    Simone, figlia naturale dell'Imperatore Federico I° d'Austria, viene affidata alla famiglia Lorène per evitare di provocare scandali a corte. Il conte De Voudrel, che si prende cura delle sue sorti dopo l'adozione, decide di farla studiare in convento dove viene preparata ai costumi aristocratici. La scomparsa prematura dei due genitori adottivi, induce il conte ad adottarla per farla entrare nei ranghi della nobiltà francese, facendola diventare sorella dell'unigenito Robert, che veste i panni del Tulipano Nero quando le ingiustizie affliggono il popolo. Anche Simone viene iniziata alla scherma per affiancare poi in combattimento il "fratello". I due si troveranno a combattere le numerose ingiustizie cittadine, mentre gli eventi storici si precipitano verso la Rivoluzione. Con la morte del padre, Robert viene a conoscenza del segreto della nascita della sorella adottata, ma promette di non rivelare la verità fin quando i tempi non lo renderanno necessario. Unico compagno fisso di avventure di Simone è il piccolo Danton, fuggito dal circo dove lavorava. A Rivoluzione in corso Simone sa della sua parentela con la regina di Francia e inizia la sua corsa per salvarla da morte già scritta. Riuscirà solo a mantenere la promessa di adottare i propri nipotini ad esecuzione già avvenuta.


    Personaggi

    Simone Lorène (in De Voudrel)
    Voce: Cinzia De Carolis

    Solo una fioraia, si direbbe. Eppure, per quanto gradevoli e profumati, la protagonista può vendere coraggio e valori in abbondanza a chiunque: questi sì che sono fiori che non appassiscono mai. La fanciulla dimostra una destrezza con la spada e un'agilità felina da far invidia a qualunque giovane spadaccino. Non sa di essere nobile anche di casato, le basta sapere di sentirsi tale grazie ai principi appresi dagli umili ma ammirevoli fiorai (i Lorène) che l'hanno allevata sin da quando era in fasce. Poi la svolta: l'uccisione contemporanea (che trauma..) dei due anziani genitori, che le lasciano in eredità (negozio a parte) un segreto sulla sua vera identità. Incontra un benefattore nel conte De Voudrel, studia e si allena. Ne diventa figlia adottiva e intanto di notte si traveste per difendere i deboli. Ma rimane un punto oscuro nella sua vita: la sua nascita. E allora che fare? La ragazza cerca cerca la sorellastra tra i nobili, visto che può vantare anche un casato, quello dei De Voudrel, che le consente l'accesso a Palazzo Reale. Ma ci vuol poco a capire che quel mondo, dorato solo negli abiti indossati dai suoi ipocriti abitanti, non fa per lei. Si torna a casa, tra i poveri della Parigi settecentesca. Ma non c'è pace: le ingiustizie regnano molto più radicate dei due sovrani al trono. La fioraia lascia il posto alla paladina mascherata più di quanto lei stessa vorrebbe.
    Poi la sorpresa finale: scopre l'incredibile verità sul suo passato. L'odiata Regina è proprio la sorella tanto cercata. Quasi uno scherzo della sorte: ora deve salvare proprio colei che riteneva unica e vera responsabile delle sofferenze popolari. Ma la storia, povera Simone è più agile di lei, non usa spade e non avvisa prima di agire. La Rivoluzione inonda la sua vita, le toglie anche la maschera che le rendeva più facile la difesa degli oppressi: ma ora chi sono gli oppressi e gli oppressori? I ruoli si confondono a tal punto che nemmeno lei riesce più a dare l'etichetta giusta alle parti in campo. Ha una sola alternativa: lasciare Parigi e prendere con sé i nipotini come da promessa fatta a sua ex-maestà la sorella: le promesse fatte ai condannati sono sacre e così sia.
    Una nota di elogio alla sua voce italiana: la De Carolis non ci fa rimpiangere madamigella Oscar.

    Danton
    Voce: Fabrizio Vidale
    Piccolo, ex-circense, ma prezioso come l'oro e onnipresente nei guai. Cosa chiedere di più ad un amichetto che col passare degli episodi diventa insostituibile? Il ragazzino non arretra davanti a nulla, ha la statura di un bambino di 10 anni, ma il coraggio di un ventenne. Dà consigli come fosse adulto e mantiene i segreti dell'amica come fosse una cassaforte senza serrature e chiavi d'accesso. Si dichiara piccolo, ma ha già capito alla sua età che è meglio non addentrarsi nei meandri dei sentimenti di Simone: amica, ma pur sempre donna. E bene fa. l'unica volta che le fa un complimento comprende che era meglio tacere.

    Mirand
    Voce: Vittorio Guerrieri
    Il giovane fa la parte del Robespierre sin dal primo episodio. Nasce con sangue libero nelle vene, diventa leader del gruppo prima ancora di essere nominato tale dall'Assemblea Nazionale. Decide persino di partire per la lontana America, per imparare cosa voglia dire la libertà. Torna dopo anni di assenza, ma a parte Simone di cui è intimamente invaghito, ritrova solo amare sorprese da affrontare. Le sue idee prima infuocate, ora devono fare i conti con il compromesso della politica, che quando si mescola con la complessità dei sentimenti, diventa un cocktail esplosivo, altro che cannoni della Bastiglia..Non sa più cosa fare: se difendere la causa persa dell'amata Simone o portare avanti le idee e i principi del tricolore francese. Forse la cosa migliore è fare entrambe le cose, ma senza essere troppo vistosi. E' lui a lasciare il messaggio finale a sua maestà prima della sua esecuzione. Messaggio in codice, si intende, ma chiaro e rasserenante per la donna destinata alla ghigliottina: i figlioletti sono nelle mani giuste, quelle della sorellina tanto amata.

    Robert Devraudrel
    Voce: Carlo Cosolo
    Eccolo l'erede di casa De Voudrel, e che eredità la sua..! Robert deve custodire con gelosia la verità sul casato d'Austria, di Francia e sull'amata Simone, non capita tutti i giorni di portarsi dentro tre segreti in uno solo: nessun risparmio, tutta fatica. Ma questo ragazzo ci riesce bene, così bene che ha il tempo di mascherarsi e diventare paladino dei poveri. E' lui che regala alla sorellastra il costumino (maschera inclusa) da giustiziera. Sono tutte promesse mantenute in memoria del padre conte. Anche in questo case le promesse di un defunto annunciato sono sacre. A pensare che per l'edizione italiana è lui a dare il nome alla serie, viene da pensare a quante serie dovrebbero essere ribattezzate seguendo lo stesso criterio.
    Infine Robert realizza un sogno lungo quasi una vita: riesce a diventare fratello-marito della sua amata Simone. Chi volesse mettere ordine in una relazione ingarbugliata quanto la Rivoluzione che incombe, si accomodi. Meglio soprassedere.

    Il Conte Devraudrel
    Voce: Dario De Grassi
    Questi è l'unico nobile della serie che si salva dall'elenco dei "cattivi" (se ci sono). Non ha colpe, nemmeno quella di essere nobile, perché la usa per adottare e non per arricchirsi. Agisce quasi nell'ombra fin quando è in vita (modello Albert Andrew in Candy), poi è costretto a rivelare la verità al figlio, per non portarsi troppi bagagli dove andrà. Il più pesante di tutti lo rivela proprio a Simone, così la coscienza rimane pulita.

    Michelle
    Il personaggio più significativo delle "meteore"della serie intera. Lei sì che comprende le sofferenze esistenziali di Simone. La appoggia in qualunque situazione, fino a rifiutarsi di avallare i perfidi disegni dello zio. Rifiuta di avvelenare l'amica del cuore e quando la vede a malpartito prende il suo posto, trasformandosi in Stella della Senna. Oltre al costume e alla maschera le toccano anche le fucilate del comandante Gerule che così crede morta la sua acerrima nemica. Più ammirevoli di così davvero non si può, povera Michelle.

    Comandante Jerule
    Voce: Giancarlo Padoan
    E' lui che comanda le Guardie Reali, un Oscar in versione maschile, malvagia e poco raccomandabile. Conosce molto presto il Tulipano Nero, ma la sua vera dannazione diventa la Stella della Senna. Ovunque si batta, lui ha la peggio. Lui avrebbe addirittura scoperto la sua vera identità, l'aveva persino uccisa, solo che non era lei. L'ultimo atto si consuma in un mulino, laddove la spadaccina deve togliere la maschera: incendiata. Adesso che ha scoperto chi era, gli rimane molto poco da vivere, verrà finalmente infilzato dalla sia rivale.

    Regina Maria Antonietta
    Voce: Sonia Scotti
    Inutile dire che la Regina è nostra vecchia conoscenza. La conosciamo già dalla serie più volte nominata. Ma stavolta la serie ci risparmia (o ci nega?) le vicende romantico-settecentesche vissute con l'affascinante Fersen. Una Regina inizialmente indifferente e annoiata, superficiale e troppo "aristocratica". Poi, scoperta la parentela con la ex-fioraia di casa Lorène, la nobile cambia aspetto. Ci sembra più sensibile, più umana, davvero "nobile". Si assiste ad incontri che hanno il sapore pungente delle scene viste in
    Lady Georgie o in Candy Candy, con lacrime e romanticismo a seguito. I più osservatori potrebbero pensare di aver scambiato serie. Invece no, siamo sempre alla visione della Stella della Senna: niente di grave, abbiamo cambiato prospettiva. I "cattivi" diventano "buoni" e viceversa. Non è un gioco di prestigio, ma l'attento mutamento di punti di vista che la sceneggiatura ci presenta. L'etichetta ora s'inverte: vorremmo tutti vedere Charles e Maria Teresa con mamma Maria Antonietta, felici e contenti. Ma non si può, è escluso: dimenticato la Rivoluzione Francese? La storia la condanna, le lacrime, se vi entrano, sono un dettaglio umano, sono un contorno e non hanno nazionalità. Così, sotto la lama affilata della ghigliottina, finisce l'avvetura terrena della sovrana austriaca e inizia la vita familiare (finalmente) normale della ragazza nata come fioraia e finita come mamma degli eredi al trono.

    Re Luigi XVI
    Infine, non certo per importanza, il Re in persona. Lo vediamo poco, quasi sempre incerto, come forse era. La serie lo tratta "male", definendolo per bocca delle parigine un "burattino" nelle mani della "mogliettina". Sarà, ma alla fine è lui a dare il buon esempio alla moglie, tentata di fuggire su invito della Stella della Senna. Lui non fugge: forse non è nato "leone", ma da "leone" muore, andando incontro al suo destino (crudele) senza timori e senza preghiere. Con dignità, quella stessa che il figlioletto Charles ha scritto sul foglio immacolato dove sta imparando le prime paroline da nobile, quasi un epitaffio. La serie è abile nel "gioco degli specchi", a farlo credere uomo di poco conto, tranne poi a farlo rialzare con fierezza felina, a dispetto di una statura non elevata. Comportamento da vero reale, almeno una volta, a fine serie. Ci può bastare, ci deve bastare.



    LA RECENSIONE

    Un'altra Rivoluzione

    Non ne bastava una. Avevamo già assistito alle vicissitudini di Oscar, nel lontano 1982. Perché propinarci un'altra Rivoluzione, altri drammi, con tutto il suo contorno, non certo comico? Se dovessimo sintetizzare una risposta potremmo affermare: dipende da quale prospettiva osserviamo l'evento. Se una morale possiede una serie come questa, non è quella nota del trionfo del "Bene" sul "Male". E non perché sia vero l'inverso, ma per il semplice motivo che non si sa dve inizi l'uno e dove finisca l'altro. Chi storce il naso (legittimamente, s'intende) può vedere la serie in esame. Chiunque giudica, chiunque emetta sentenze, o faccia processi diventa oppressore, ingiusto e va condannato. Oggi oppresso, domani oppressore. No, sbagliato: oggi oppresso e oppressore al tempo stesso, dipende da ciò che si fa e dal come lo si fa. Un dialogo tra Simone e Robert è esemplare sulla logica che segue la storia. Da incorniciare. Qualche esempio chiarirà: nel primo episodio la monarchia è oppressore e lo rimane fino al 34° episodio, quando si scoprono le carte. Da quel momento è il popolo a diventare oppressore, a non comprendere e a condannare senza appelli. Anche Simone ha compreso che non esistono vincitori e sconfitti: la sofferenza non ha tempo e cittadinanza, come la giustizia.

    Il Dio nascosto

    La serie non è soffice verso la classe religiosa, il "Secondo Stato" della Rivoluzione. Non risparmia pungenti frecce verso il porporato che si opppone agli esperimenti sulla mongolfiera, e non "tratta" benissimo nemmeno le rettrici del convento dove Simone studia. Una ragione c'è, basta vedere la serie. Ogni episodio contiene almeno una preghiera dei protagonisti. Persino i "malvagi" alludono ad elementi religiosi invitando i loro rivali a prepararsi al loro "inferno". Si può dire che la religiosità sia coprotagonista della serie intera. Ma è una religiosità invisibile, impalpabile, anche se costante ed implacabile. L'oppresso viene sempre soccorso, persino quando oppressa è la monarchia, e ad essere salvati sono i piccoli figli innocenti. Oppressori sono tutti, nessuno escluso: persino la Stella della Senna condanna senza appelli e troppo sbrigativamente la Regina, e paga la propria facilità di giudizio lottando fino alla fine per ottenerne la salvezza, che pure non ottiene. Un Dio nascosto ed implacabile, verso gli implacabili.

    Animali umani

    Sembra fatto volontariamente: la serie presenta tutti animali che riescono a rendersi utili alla giustizia. Elenchiamoli:

  • Claude, la civetta. Funge da messaggero per Danton, ma aiuta Simone quando si trova nei guai. E' dotata di ali ben più preziose di quelle che possiede per natura. Arriva dove non si riesce.
  • Tam Tam, l'asinello. Traina il carretto che porta i fiori, non ama le maniere scortesi, ma ha i sentimenti di un essere umano.
  • Micky, la scimmietta. Era nel circo, quando ci lavorava Danton, poi ricompare, più preziosa dell'oro. Lancia funi agli amici esseri umani; è dispettosa, ma fedele quanto un cane.
  • Il cavallo di Simone. Basta fare un fischio e lui arriva. Basta chiederlo e partecipa ai piani dei suoi padroni. Un vero fenomeno più che un cavallo. Tutti agiscono nella giustizia e per la giustizia, sono tutti veicoli della sceneggiatura per mandare messaggi essenziali a comprendere la vicenda.

    La frase memorabile della serie: Tieni questa spada, usala per difendere i deboli e gli oppressi. Combatti sempre per la giustizia (il conte De Voudrel a Simone, prima di morire)


    EPISODI
    Nota di redazione

    Gli episodi evidenziati in rosso sono approfonditi nella sottosezione Rivediamoli insieme.

    L'edizione italiana de Il Tulipano Nero si compone di 39 episodi:

    1° episodio: Una rosa per Simone

    Il popolo parigino deve subire i soprusi e le ingiustizie di una classe nobile sorda alle sue esigenze. Simone è testimone delle angherie dei nobili e si allea con Mirand, un giovane dall'animo generoso e senza timori revenziali. Per le sue parole contro la classe agiata, egli viene imprigionato dal generale Jerule. Il Tulipano nero salva da fine certa i pochi rivoltosi che volevano liberare il concittadino.

    2° episodio: Un incontro importante

    I tentativi di Simone di cercare Mirand sono inutili, anche quando si rivolge al conte De Voudrel al quale porta dei fiori. Solo Il Tulipano Nero riesce nell'impresa di liberare il giovane amico mentre viene trasferito nella fortezza della Bastiglia. Robert, dietro le spoglie del paladino di giustizia, riesce dove tutti hanno fallito.

    3° episodio: Il segreto del conte

    Durante uno dei suoi viaggi presso la residenza del conte, Simone viene introdotta alla scherma con lezioni estenuanti, fin quando il conte stesso non impone ai genitori della ragazza di mandarla in convento per apprendere i modi e i costumi della nobiltà. La notizia arriva fino a Mirand il quale, diffidando delle parole dell'amica, è costretto ad allontanarla per non rischiare che i suoi piani rivoluzionari vengano resi noti al malvagio comandante Jerule.

    4° episodio: Rose nere per la regina

    In occasione del ballo in maschera a Versailles, la contessa Catherine sfida la regina indossando un abito abbellito di rose. Per tutta risposta la regina fa riempire il proprio vestito di rose nere. Il fiorista Lorène, padre di Simone, viene incaricato della consegna dei fiori. L'umiliazione subita dalla contessa costa la vita ai due fiorai. Prima di morire il padre adottivo svela la verità alla figlia sulle sue nobili origini.

    5° episodio: Una spada per la giustizia

    Prima di farla partire per il convento, il conte De Voudrel fa dono di una spada antica a Simone. Nel frattempo Mirand viene scoperto e fatto nuovamente prigioniero dal comandante Gerule, ma persino il Tulipano Nero viene ferito mentre cerca di proteggerlo. Solo Simone può prendere il suo posto. Portata da Danton al rifugio di Robert, riceve il costume e una maschera e viene battezzata La stella della Senna.

    6° episodio: Un prigioniero da liberare

    In assenza del Tulipano nero è La stella della Senna che dovrà preoccuparsi di liberare Mirand prima che venga portato alla Bastiglia e condannato a morte. Simone prende le vesti della spadaccina fuggendo di notte dal convento e riesce nell'impresa. L'amico, ora libero, decide di imbarcarsi per l'America e capire come fondare un paese sulla libertà. Stavolta a Simone non riesce di dargli il saluto prima che salpi.

    7° episodio: Agguato mortale

    Hans Kaulitz, amico di vecchia data del conte De Voudrel, è tornato dopo anni di assenza per mettere in atto il suo piano su Simone di cui conosce il segreto. Il conte, però, lo ha anticipato ed è riuscito ad ottenere dal Re di Francia il permesso di adottare la ragazza e farla entrare nei ranghi della nobiltà. Un agguato del malvagio Kaulitz gli sottrae il documento, ma La Stella della Senna glielo recupera. Purtroppo le ferite riportate condannano il conte alla morte, ma egli a riesce a diventare formalmente padre della ragazza, il cui segreto svela al figlio Robert prima di morire.

    8° episodio: L'ultima corsa

    Le scorribande e i soprusi della nobiltà parigina stanno raggiungendo livelli insostenibili. Persino Coral che inizia un articolo per il giornale cittadino, viene incarcerato per evitare fastidi. La Stella della Senna riesce a fermare le malvagità e cerca di scoprire l'identità di sua sorella.

    9° episodio: Amiche per la pelle

    Il conte di Claujère, zio di Michelle, che è compagna di camera di Simone, ha scoperto la vera identità della ragazza e se ne vuole liberare per ricattare la famiglia reale con lo scandalo di una rivelazione simile a corte. Michele si rifiuta di fare da complice dei suoi piani e così Simone viene arrestata dal comandante Jerule che sospetta che sia lei la Stella della Senna. Spacciandosi per l'amica, Michelle fa ricadere su di sé i sospetti e viene uccisa al posto suo.

    10° episodio: Il complotto di Claujère

    Claujère ha pensato quasi a tutto per il suo complotto: facendo sequestrare Brujere, padre di Marianne e nuova compagna di stanza di Simone, vorrebbe farlo incolpare dei crimini finora avvenuti, ma non ha fatto i conti con il Tulipano Nero che sventa il piano correndo in aiuto della Stella della Senna.

    11° episodio: Il covo dei briganti

    Pur di appropriarsi del carjion che proverebbe la parentela tra Simone e la regina, Claujère incarica il capo della malavita parigina di rubarlo e consegnarglielo. Simone, avvisata da Danton riesce a sgominare la banda, ma non a prendere possesso del prezioso oggetto.

    12° episodio: Tragico rogo

    Il piano di Claujère comincia dall'ambasciatore austriaco a Parigi e sarebbe riuscito se il rozzo malvivente Doriat non aiutasse la Stella della Senna a liberarsi del malvagio conte. Il conte perisce nel rogo scatenato dalla ribellione dei seguaci malviventi, ma nell'incendio anche il carijon va distrutto.

    13° episodio: La sorpresa di mezzanotte

    Il duca d'Orleans, cugino di Luigi VI, viene indicato come il mandante di Charleroux per eliminare lo scomodo cugino, ormai inviso al popolo. L'attentato fallisce per merito di Robert che viene accusato del complotto. Per questo il re lo esilia e lo priva del titolo nobiliare. Simone decide di ritornare in città e riabbracciare coloro che conosceva quando era ancora fioraia.

    14° episodio: Il traditore

    Ferrant, rivoluzionario dei Paesi Baschi, è ricercato per aver aggredito il duca di Bajon che vessa il popolo con tasse troppo elevate. Simone lo aiuta nella sua lotta insieme alla ragazza Michaela, fin quando lo stesso Ferrant, tradito dall'amico Maurice, morirà per la sua libertà.

    15° episodio: Una mongolfiera a Parigi

    Etienne e Joseph Montgolfier vogliono sperimentare la loro prima invenzione. Il problema è che l'arcivescono Bernard vuole impedire l'evento per evitare di stravolgere i principi del creato. Il generale Jerule decide di rendere difficile il programma, ma deve fare i conti con la Stella della Senna.

    16° episodio: Il falso arcivescovo

    Per un ordine del Re, l'arcivescovo di Notre Dame deve essere condannato a morte. Dietro le quinte c'è un esiliato che lavorava nel circo di Danton e che ora è tornato a servirsi del suo potere ipnotico per prendere il posto del prelato. A fare giustizia stavolta ci pensa il Tulipano Nero tornato a difendere la causa dei deboli.

    17° episodio: Il segreto di Montesquieu

    La mancanza di farina in città è solo frutto del piano del proprietario del mulino. Infatti nascondendo la farina può licenziare gli operai ed assumere disoccupati pagandoli la metà. Ci pensa la Stella della Senna a sventare il pericolo.

    18° episodio: Il ritorno del Tulipano nero

    Il prestigiatore Frere è tornato a Parigi e deve esibirsi davanti ai sovrani. Tuttavia, il conte Bourgois vuole ch egli faccia uno spettacolo per la figlia Angelica paralizzata- La Stella della Senna, con l'aiuto del Tulipano Nero lo aiutano nella sua impresa.

    19° episodio: La spadaccina e il pianista

    Il clavicembalo gareggia contro il pianoforte, ma qualcuno non vuole che il pianoforte di Alain Charlière si esibisca all'Opera soppiantando lo storico clavicembalo. Un furto degli spartiti di Mozart e il concerto può non avere luogo. Solo la Stella della Senna può riportarli indietro.

    20° episodio: Il concerto

    Nemmeno gli spartiti riescono a dare tranquillità al pianista. Alain non può suonare se vuol salvare la vita alla sorella che è stata rapita per estorcere la scelta al fratello. Interviene la Stella della Senna a liberarla per dargli la serenità necessaria.

    21° episodio: Viaggio oltre il confine

    Il conte Graz sta trasferendo l'oro di Francia in Svizzera, per questo ha assoldato Alvi, abile lottatore. Per fortuna la Stella della Senna scopre il piano e salva il giovane e la madre malata.

    22° episodio: Disertore per amore

    Ariette ama Claude, soldato dell Guardie Reali che però è in concorrenza con il Generale Del Boi, che quindi lo comanda. Lui che può, lo trasferisce lontano per riuscire a sposare la donna da cui è attratto. Un matrimonio non desiderato che alla fine non avviene, per la fuga dei due amanti oltre il Reno. La Stella della Senna ferma il Generale.

    23° episodio: La morte arriva danzando

    Il conte Vasanoff ha avuto la brillante idea di assassinare la Regina con un colpo accidentale di un cupido di un corpo di ballo infantile. Ma Milene si rifiuta si collaborare e il suo amico Danton corre in suo aiuto.

    24° episodio: La maschera caduta

    Durante una fuga, la Stella della Senna perde la maschera e viene vista dal pittore Prevot, che la aiuta a fuggire dai gendarmi. Per identificarla, egli viene costretto a disegnarla, ma per non tradirla nega la sua identità anche quando Simone le viene portata davanti. La riconoscenza della spadaccina non mancherà a manifestarsi.

    25° episodio: Il fiore della fortuna

    Per ottenere la libertà della Corsica, i rivoluzionari chiedono l'aiuto di Napoleone per liberare Martino un loro compagno che deve essere trasferito alla Bastiglia. Napoleone li invita ad agire con cautela e non sprecare vite per nulla. Simone rimane stupita dalle capacità del giovane militare e li aiuta, regalandogli una dalia.

    26° episodio: Il mandante

    Robert torna a Parigi convinto di poter dimostrare la propria innocenza nell'attentato al Re. Simone ritrova Largeaux costringendolo a confessare il complotto ai sovrani. Robert viene scagionato e riacquista i suoi titoli.

    27° episodio: La barba posticcia

    Robert riesce a conoscere altri dettagli del complotto che lo ha visto accusato. Viene fuori che il duca D'orleans è innocente e viene scagionato. Il testimone chiave viene ucciso prima di rivelare l'autore del misfatto.

    28° episodio: Vento di rivolta

    Mentre il malcontento della popolazione cresce, Mirand fa ritorno in Francia. Ad attenderlo c'è Simone ma anche il comandante Jerule che riesce per breve tempo anche a farlo prigioniero. La Stella della Senna lo libera una seconda volta.

    29° episodio: La lotta per la libertà

    Il 4 maggio 1789 il Re convoca un'Assemblea Generale, cui sono convocati i tre Stati. Mirand venne eletto come uno tra i candidati per rappresentare la volontà popolare in Assemblea.

    30° episodio: L'insurrezione

    Nonostante la convocazione degli Stati Generali, la nobiltà e il clero si rifiutano di parlare con il "Terzo Stato", così da provocare un'insurrezione. Mirand viene arrestato e portato alla Bastiglia dove nemmeno la Stella della Senna può far nulla.

    31° episodio: L'ostaggio

    Decisa a liberare l'amico Mirand, la Stella della Senna si inoltra nella Bastiglia dove si scontra contro le guardie reali che ne custodiscono il deputato incarcerato. Il popolo riesce a sfondare i due ingressi e libera il suo rappresentante. Con il 14 luglio inizia la Rivoluzione francese.

    32° episodio: Intrighi a palazzo

    L'unico a poter avvisare la Stella della Senna dell'attentato falso contro Mirand poteva essere Robert. Con questa schiacciante accusa viene accusato di cospirazione ai danni della Corona. Il piano di Doumorat si rivela ingegnoso.

    33° episodio: Ricordi d'infanzia

    Dopo la cattura e l'incarcerazione di Robert, la regina non si dà pace e decide di andare a liberare di persona, anche se in incognita, il suo fedele collaboratore. La Stella della Senna trova la cella vuota quando accorre ad aiutare il fratello d'adozione.

    34° episodio: Legame di sangue

    La regina porta Robert a Palazzo Reale per conoscere la verità. Per lei è inverosimile che il suo fedele collaboratore possa cospirare contro di lei. Robert svela la verità alla regina e nel frattempo anche Simone fa irruzione nella stanza del colloquio. Qui avviene il dialogo che svela ogni segreto della vicenda delle sorelle.

    35° episodio: La marcia su Versailles

    Le donne parigine sono decise a recarsi direttamente dalla regina per chiedere il pane che manca ormai da tempo. Dietro consiglio della sorella Simone, la reigna promette pane alle donne e doma la loro furia.

    36° episodio: La vittoria del popolo

    La Corona decide di chiedere aiuto agli alleati Spagna e Austria, legati dagli stessi interessi. Robert cerca la mediazione e convince Mirand a colloquiare per arrivare ad un accordo che scongiurerebbe una guerra civile. La nobiltà non vuole mediazioni, temendo di perdere la propria posizione. La lettera viene scoperta dai rivoluzionari: per la monarchia è la fine.

    37° episodio: Verso la libertà

    L'Assemblea Nazionale, alla guida di Mirand proclama l'abolizione della monarchia. Viene fatto rientrare il conte di Fersen, vecchia conoscenza della regina, per portarla in segreto in Austria. Dopo un viaggio durato poche ore, i rivoluzionari guidati da Mirand bloccano la carrozza reale a Varennes e li riportano a Parigi.

    38° episodio: Amore e orgoglio

    I sovrani, imprigionati nella Torre del Tempio, attendono il processo. Mirand viene a sapere dallo stesso Robert della parentela tra la regina e Simone. Alla giovane fioraia non rimane altra scelta che di far fuggire la sorella rischiando la propria vita per salvarla. Ma sono i sovrani stessi a non volere la propria salvezza.

    39° episodio: Una famiglia per Simone

    Nonostante i tentativi di Simone di convincere la sorella a fuggire con i figli, Maria Antonietta chiede alla sorella di adottare i due figli che lascia per raggiungere il marito. Simone promette di liberare i piccoli lasciati in custodia in città per decisione dell'Assemblea Nazionale. La Stella della Senna compie l'ultimo atto della sua missione liberando Maria Teresa e il fratello Charles per tenerli con sé ed allevarli con Robert che vivrà con lei insieme a Danton.


    Rivediamoli insieme

    Sono tanti i momenti da ricordare della serie, ce ne sono tre che meritano più attenzione degli altri.

    Legame di sangue


    Dentro la scena

    Una tra le scene più toccanti e significative di tutta la serie. Non potendo rievocare tutto, si è optato per i secondi più preziosi.

    Verso la libertà


    Dentro la scena

    Una scena d'azione, piacerà a tutti coloro che hanno apprezzatto le fase più movimentate della serie.

    Una famiglia per Simone


    Dentro la scena

    Per i più sentimentalisti, ecco una scena che conclude la serie.


    Bello ma impossibile

    La serie contiene alcuni elementi decisamente incongruenti:

  • La maschera: sia il Tulipano nero, che la Stella della Senna indossano maschere che non si capisce come possano reggersi. Niente elastici e niente adesivi. Rimane da sapere come facciano a non cadere con tutti gli scossoni che ricevono.
  • la Stella della Senna si ritrova più volte assediata da fucili e baionette, ma non viene mai colpita da un proiettile. Sono davvero maldestri i soldati della gendarmeria francese.
  • Il conte di Claujère si tuffa in acqua per non perdere il carjion tanto prezioso, ma non risale più a galla. La sua apena è davvero da cmipone olimpionico.
  • Nel rogo che si sviluppa mentre Stella della Senna combatte nella villa con i briganti, Danton lancia una fune in corda che miracolosamente non brucia.

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